Un tratto della E45

di Fabio Toni

Italia Nostra e Wwf insorgono: «Il sindaco convochi l’Anas, siamo pronti ad appoggiare in ogni sede le legittime rivendicazioni di Terni». Nel mirino delle due associazioni ambientaliste ci finiscono gli svincoli della superstrada, privi di illuminazione, e l’assenza di un collegamento diretto fra l’uscita Terni Est e il piazzale merci dell’acciaieria: «Disagi e rischi per i residenti».

Svincoli al buio «Com’è possibile che Terni sua l’unica città umbra dove le torri di illuminazione degli svincoli della superstrada sono spente?». Un quesito semplice, ma che finora non ha trovato risposta. Le due associazioni e i loro presidenti – Andrea Liberati per Italia Nostra e Giuseppe Rinaldi per il Wwf – sottolineano come «sia trascorso quasi un lustro da quando l’impianto elettrico è saltato: un pessimo biglietto da visita per chi giunge nella Conca, senza dimenticare i pericoli per la sicurezza stradale».

La ‘bretella’ L’altro nodo riguarda il mancato completamento della bretella fra l’uscita Terni Est e il piazzale merci dell’Ast. Al momento i Tir sono costretti ad attraversare un tratto urbano, quello riguardante via Tre Venezie e via Vulcano, con ovvi disagi per i residenti. «Intanto – accusano le associazioni ambientaliste – l’asse viario compreso fra via Bramante e Ponte d’Oro sta letteralmente esplodendo, con seri rischi per chi lo transita e livelli sempre più alti di inquinamento ambientale». E si cita anche un episodio inquietante: «Qualche settimana fa, cadendo da un camion in movimento, delle bramme pesantissime sono finite sulla pista ciclabile di via Bramante. Fortunatamente a quell’ora il percorso era deserto, ma il rischio corso è stato altissimo».

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