di M. To.
La pila di documenti cresce. Sul tavolo del prefetto, Gianfelice Bellesini, i documenti si ammucchiano e l’ultimo ad essere arrivato è quello – inviato dal Wwf e da Italia Nostra, che chiedono l’isitituzione di un tavolo di discussione – relativo alla mancata realizzazione dello svincolo di collegamento tra la Terni-Rieti ed il piazzale merci della Tk-Ast.
Il ritardo Al prefetto viene chiesto di intervenire «onde favorire il superamento dei pericoli, per l’incolumità pubblica e sicurezza stradale – spiega Andrea Liberati di Italia Nostra – rappresentati dal mancato avvio dei lavori per lo svincolo ‘Terni est-piazzale merci Ast’» e della «criticità dell’attuale flusso Tir da e per le acciaierie». La richiesta è finalizzato a cercare di comprendere «anzitutto i presumibili motivi che abbiano finora impedito la realizzazione dello svincolo, ma anche le possibilità di una rapida esecuzione della medesima opera».
La situazione Tale infrastruttura stradale, «di primaria importanza per Terni, le sue industrie, la qualità della vita dei residenti – dice Amos Macinanti per il Wwf – eviterebbe il passaggio in città di un enorme, quotidiano flusso di TIR, asseritamente pari a circa 500 per la sola Ast» e l’informativa al prefetto «viene fatta anche in ossequio al potere di surroga in capo ai prefetti proprio in tema di pubblica incolumità e sicurezza stradale, considerando lo stillicidio di incidenti che continuano a ripetersi lungo la direttrice via Bramante-via Ponte d’Oro».
Il paradosso Per quanto «rilevante su un piano anche storico e culturale – dicono Italia Nostra e Wwf – appare paradossale assistere al completamento, ormai prossimo, dell’intera arteria Terni-Rieti, quando non sono nemmeno mai stati avviati i lavori per una componente essenziale quale lo svincolo orientale della città; risulta peraltro che l’opera fosse assai gradita anche all’azienda siderurgica, tanto da poter ricevere un co-finanziamento privato; e che libererebbe Borgo Bovio e alcune aree contigue al centro da un pluridecennale caos.Cosa è accaduto?
Gli interrogativi Perché, si chiedono le associazioni ambientaliste, «non si è proceduto, a dispetto dell’assoluta priorità di cui gode una tratta addirittura inclusa nella programmazione nazionale strategica, classificata nella così detta ‘Legge obiettivo’?». L’importanza dello svincolo, sottolineano, è evidenziata dall’odierna e pur temporanea chiusura della galleria ‘Tescino’ (peraltro la chiusura è stata prorogata fino al 24 gennaio, per consentire il completamento degli interventi di ripristino dell’impermeabilizzazione interna del tunnel; ndr) che costringe gli utenti della Ss 79/bis a entrare nuovamente in città, amplificando i problemi citati»
