di Francesca Torricelli
Stavolta, forse, la faccenda dell’impianto di illuminazione dello svincolo nord sul raccordo Terni-Orte, praticamente al buio da anni, potrebbe avviarsi a soluzione. Giovedì 12 dicembre, per iniziativa del prefetto Bellesini che li ha convocati, Comune di Terni, Anas, Asm e Italia nostra si ritroveranno allo stesso tavolo «al fine di un esame congiunto – scrive il prefetto nella lettera di convocazione – delle soluzioni adottabili per il pronto ripristino dell’illuminazione».
La diatriba Perché, come aveva raccontato ad Umbria24 un battagliero pensionato, Umberto Petti, che aveva deciso – non è una battuta – di vederci chiaro, «secondo l’Asm la mancata manutenzione dell’impianto è riconducibile ad un problema di competenze tra Comune di Terni ed Anas sulla titolarità della gestione». E, in effetti, è proprio così, come racconta l’ingegner Raffaele Spota, capo compartimento dell’Anas. Che ripercorre tutta la storia, fin dal 1982.
La storia Fu allora, infatti, che il Comune di Terni chiese «l’illuminazione dello svincolo Terni-nord – racconta Spota – impegnandosi alla sua manutenzione ed al suo esercizio». Tanto che, da allora «il pagamento degli oneri di fornitura dell’energia elettrica veniva regolarmente adempiuto dal Comune di Terni, mentre non altrettanto avveniva per la manutenzione, che i servizi comunali eseguivano in maniera saltuaria e sicuramente non sufficiente ad evitare il deperimento dell’impianto».
Luci spente Tanto che, ad un certo punto, le luci che illuminavano lo svincolo si spensero e nel 2009, il Comune inviò all’Anas la richiesta «di un intervento manutentivo riparatorio», seguita da una disponibilità a collaborare, tanto che Anas, dice ancora l’ingegner Spota, pur non essendo il soggetto preposto agli interventi di manutenzione, «destinò 30mila euro ai lavori, a condizione che il Comune di Terni provvedesse al resto della somma necessaria». Poi, però, l’accordo non venne mai formalizzato e quei soldi, peraltro rimasti a disposizione per due anni, alla fine l’Anas li destinò ad altri usi.
Botta e risposta A novembre del 2010, l’ingegner Nazareno Claudiani, del Comune di Terni, chiese di nuovo all’Anas «il ripristino dell’illuminazione a norma», ricordando che quello svincolo era la «principale via di accesso alla città»; ma la replica di Anas fu lapidaria: a loro spetterebbero i lavori di realizzazione di impianti nuovi e non su quelli già esistenti, mentre la manutenzione di uno esistente è a carico del Comune.
Impianto da rifare Ma il capo dipartimento dell’Anas dice anche una cosa molto più inquietante: un sopralluogo avrebbe fatto emergere «la quasi totale inutilizzabilità degli impianti attualmente presenti sullo svincolo e la conseguente necessità di affrontare ben altro tipo di intervento». Pare di capire che, magari salvando la torre, c’è di rifare tutto il resto.
La diffida Il 7 novembre scorso ‘Italia nostra’ ha rotto gli indugi e, ricordando che una«controversia tra enti non può e non deve affatto pregiudicare i superiori interessi pubblici della comunità», ha inviato un «atto di diffida e messa in mora a ogni effetto di legge» al Comune di Terni, che il giorno dopo ha replicato dicendo, in pratica che non risultavano controversie di sorta. Il 13 novembre, allora, dice il presidente di ‘Italia nostra’, Andrea Liberati, «ci siamo rivolti al prefetto Bellesini, al quale abbiamo evidenziato i rischi gravi per la sicurezza stradale di un brano significativo del territorio, vista la presenza di flussi veicolari anche pesanti, così come l’esistenza di traffico sostenuto sulla sottostante via Eroi dell’aria, tratta che congiunge gli svincoli della superstrada Terni-Orte, così come il centro con Borgo Rivo, senza peraltro che vi siano marciapiedi, con accresciuti pericoli dunque anche per i pedoni». E il prefetto ha deciso che sia il caso di fare luce. In ogni senso.
