di M.T.
Trova alleati, il comitato ‘No cavalcavia – pro Cospea’, che si oppone alla sopraelevata di via Alfonsine. Al suo fianco si schiera Italia Nostra, che ricorda la «ragionevolezza dei piani alternativi proposti mesi fa dal Comitato e che meriterebbero una risposta».
Il progetto Davanti al centro commerciale attualmente esistente in via Alfonsine nascerà un nuovo complesso di negozi ed uffici. Circa 14 mila metri quadrati destinati prevalentemente a negozi. Ai piani superiori, invece, centri direzionali ed uffici. Il tutto costruito come un vero quartiere, molto simile ad un outlet, con un negozio vicino all’altro, uniti da porticati, separati da strade e da una piazza interna. Via Alfonsine, quindi, sarà rialzata e sarà realizzato un sottopassaggio pedonale e ciclabile, collegando le due aree commerciali.
Il tunnel Secondo Italia Nostra, per collegare i due poli «sarebbe bene realizzare un tunnel pedonale, magari proprio con attività commerciali o spazi espositivi al suo interno, ottenendo in questo modo anche lo scopo di riparare i clienti dai rigori dell’inverno e dal sole estivo. Ciò anche considerando che una galleria carrabile sarà comunque costruita per collegare i due parcheggi sotterranei, quello dell’esistente centro commerciale e quello del futuro polo».
L’assessore Marco Malatesta aveva spiegato, proprio ad Umbria24, il suo pensiero al riguardo, parlando di «un dosso di circa due metri di altezza, con rampe di pendenza massima all’8%». Secondo lui, insomma «nessun cavalcavia o soprelevata. La decisione di inserire il nostro progetto all’interno del piano attuativo di Cospea 2, è stata presa proprio per andare incontro alle difficoltà ambientali e per incrementare la sicurezza, dividendo, quindi, il passaggio delle auto dal percorso pedonale e ciclabile». Quanto alle spese, aveva detto Malatesta, «saranno tutte della ditta che realizzerà i lavori e secondo me, questo progetto potrebbe essere un esempio da riproporre anche per altre zone della città, per garantire la sicurezza di tutti».
L’inquinamento Andrea Liberati, presidente di Italia Nostra dice che «occorre recepire le istanze dei cittadini di Cospea, considerando l’elevato impatto ambientale, estetico e urbanistico del viadotto, tanto che il progetto iniziale prevedeva proprio l’interramento di quella parte di via Alfonsine, altrove portato correttamente avanti, come nel caso di via Guglielmi». Italia Nostra, però, va oltre: «Il tratto di strada che comprende via Narni, via Alfonsine, via Di Vittorio e via Martin Luther Kinh – spiega Liberati – costituisce un punto altamente critico della viabilità locale, con forte concentrazione anche di Tir e sarebbe necessario che l’amministrazione comunale decidesse di studiare interventi strutturali, astenendosi da iniziative minimali, peraltro totalmente inutili, nonché antieconomiche e disastrose a livello ambientale».
