di Francesca Torricelli
«Cittadini come cavie». La denuncia viene da Italia Nostra che protesta contro le centrali di Arrone, Avigliano Umbro e il biodigestore di Guadamello-San Vito, «quest’ultimo fortunosamente non ancora autorizzato». Ma anche per quello «che si registra nella Conca ternana: siamo circa 150 mila cavie dell’intollerabile inceneritore Acea e, presto, anche del redivivo Printer».
Gli incentivi Andrea Liberati, presidente di Italia Nostra, attacca: «Mentre il Paese ha già una potenza installata pari al doppio dell’effettivo fabbisogno di energia, alcuni speculatori, talvolta di incerta individuazione e provenienza, sfruttando grassi incentivi pubblici colgono al volo la possibilità di arricchirsi alle spalle del nostro patrimonio paesaggistico e ambientale, con pesanti conseguenze a carico dell’ecosistema, dalle acque agli animali da allevamento, presumibilmente ammorbati ancor di più rispetto a oggi».
I silenzi Liberati, poi, denuncia quella che viene definita «la dozzinale filosofia che anima molte amministrazioni locali, silenti perché non di rado corresponsabili nel favorire soggetti che producono solo frutti avvelenati, a sfavore dei territori presi di mira per tali affari». Ma non solo: «Allo stesso modo tacciono quasi tutti i politici della Regione e molte associazioni dei rappresentanti delle attività economiche e dei lavoratori, che non riescono a discernere le vere opportunità imprenditoriali e occupazionali da quelle totalmente fittizie, nonché temerarie a livello sanitario, a voler tacere degli effetti che tali ignobili iniziative avranno sul fronte turistico, manipolative, quali sono, del profilo identitario storico dell’Umbria».
Le domande Italia Nostra vuole sapere «chi si nasconde dietro la società lussemburghese che brucerebbe supposto olio di colza nella verde Valnerina, ad Arrone. Vogliamo conoscere i soggetti – anche italiani – che hanno messo in piedi quest’idea assurda, ma anche sapere dove costoro, dopo aver intossicato il nostro territorio, pagherebbero le tasse: in Lussemburgo, per caso?». Vengono poi denunciate quelle vengono definite «le bugie sul teleriscaldamento che partirebbe con la centrale di Avigliano Umbro, eco delle stesse menzogne pronunciate quasi venti anni fa per ammantare di presentabilità l’inceneritore Terni En.A.»
I danni In relazione al progetto del biodigestore di Guadamello/San Vito, Italia Nostra «apprezza l’idea di quelle forze che, attraverso una petizione, intendono coinvolgere i consigli comunali di Narni e di Otricoli, per evitare che tale area, tuttora integra, della sponda umbra del Tevere sia compromessa per sempre, a dispetto delle emergenze archeologiche della zona e dell’esondabilità dei lotti interessati. Intanto i valori immobiliari locali saranno in prevedibile picchiata». Ma stavolta, è la minaccia, «vi chiederemo i danni».
Le dimissioni L’attacco finale è nei confronti dell’assessore regionale Silvano Rometti, che viene definito «ormai un interlocutore dimezzato sia per Italia Nostra che per il Coordinamento umbro dei 47 Comitati civici a tutela dell’ambiente. Tutti insieme ne abbiamo giustamente richiesto le dimissioni: lui è ancora lì».
