di M. To.
La morte di Oda Desantis, l’anziana donna travolta ed uccisa mercoledì in via Alfonsine, ha contribuito a rinfocolare le polemiche sulla viabilità, e sulle possibili scelte ad essa relative, in quella zona della città.
Le perplessità Il comitato ‘No cavalcavia pro Cospea’ – che da tempo si batte perché nella prima parte della stessa via non venga realizzato un altro cavalcavia – «innanzi tutto esprime pubblicamente le proprie condoglianze ai familiari dell’anziana signora», ma prende spunto da quell’ennesimo incidente per rimarcare tutte le perplessità che sono alla base della sua opposizione al progetto.
«Strabismo amministrativo» Il comitato che si oppone alla realizzazione del ‘cavalcavia di Cospea’ parla di «strabismo amministrativo» perché «con il progetto del contestato cavalcavia, si è mostrata attenzione esclusivamente sull’attraversamento ciclo pedonale situato nella prima metà di via Alfonsine, precisamente solo il tratto compreso tra viale Villafranca e via Montefiorino, di fronte l’area interessata dalle due strutture commerciali, ovvero il centro commerciale di Cospea ed il costruendo polo commerciale EmmeGi. La stessa attenzione, diversamente, non l’ha avuta per gli attraversamenti insistenti nella seconda metà tratto compreso tra via Montefiorino e la sommità del cavalcavia sulla ferrovia Terni-L’Aquila ove, tra l’altro, si sono verificati diversi incidenti mortali, compreso quello dei giorni scorsi».
Le alternative Il comitato, ricorda Moreno Castellucci, il presidente, ha presentato al Comune di Terni quattro proposte alternative e «consapevole di quanto accaduto, rivolse la propria attenzione anche alla seconda metà di via Alfonsine con quella che prevede la realizzazione di un’ampia rotatoria nel punto d’intersezione con via Montefiorino, con riempimento del sottostante sottovia che, in condizioni atmosferiche avverse, presenta seri problemi, quali allagamento in occasione di intensi temporali e scivolamenti degli autoveicoli con la neve, con il gelo e con la grandine, causa di inevitabili tamponamenti».
La rotatoria La soluzione, che verrebbe a trovarsi a metà del lungo rettilineo di via Alfonsine, «svolgerebbe anche l’importante funzione moderatrice sulla velocità degli autoveicoli e delle moto con la conseguente eliminazione dell’odiato autovelox. Inoltre, faciliterebbe il traffico in tutte le direzioni evitando le altre due rotonde: intersezione di via Montefiorino con via Marzabotto e intersezione di via Montefiorino con via XX Settembre, con sensibile risparmio di carburante e minore inquinamento ambientale».
I semafori Questa scelta, insiste il comitato ‘no cavalcavia’, «tra l’altro consentirebbe di continuare ad usare i due impianti semaforici già installati in via Alfonsine uno di fronte al centro commerciale Cospea, l’altro in prossimità del distributore Esso. Impianti che potrebbero essere perfezionati con il temporizzatore e con il display come quelli già in funzione in via Aleardi – via del Cassero e in via Gramsci, di fronte alla Coop che, come si è potuto constatare, funzionano benissimo e sono largamente condivisi dai cittadini».
La polemica In chiusura, il presidente Castellucci, inserisce una stoccata polemica: «Tale proposta, purtroppo, sembrerebbe presentare due insuperabili inconvenienti: costo della rotatoria inferiore rispetto il costo del cavalcavia – circa un quarto – e minore introito nelle casse comunali a causa dell’eliminazione dell’autovelox».
