Un dibattito approfondito, in grado di coinvolgere i presenti attorno ai temi decisivi per il futuro del mondo venatorio. Su tutti la necessità di raggiungere l’unità fra le associazioni che compongono l’universo della caccia in Italia.
L’incontro Nell’ambito di ‘Valserra: territorio e tradizioni’, la manifestazione promossa da Arcipesca e Arcicaccia negli oltre tre ettari dell’area attrezzata di Poggio Lavarino, il confronto tra Osvaldo Veneziano (presidente nazionale di Arcicaccia), Massimo Buconi (vicepresidente nazionale di Federcaccia) e Vladimiro Boschi (vicepresidente nazionale dell’Anuu) – introdotto dal presidente provinciale di Arcicaccia Giampiero Amici – ha permesso di mettere a fuoco alcuni temi rilevanti.
Il tema principale L’unità del mondo venatorio, come detto, è stato il tema ‘forte’ del dibattito, che ha fatto emergere una convergenza sostanziale fra i presenti. A partire da Osvaldo Veneziano: «Dopo l’epoca dei referendum – ha detto – l’unità del mondo venatorio si è persa in decine di conflitti insensati. Oggi la caccia vive una fase difficile, caratterizzata dagli attacchi che provengono da una cultura animalista distorta, ultraradicale e ben lontana dalla parte più sana del mondo autenticamente ambientalista. Chi pensa di affrontare questa fase da solo, commette un grave errore. La strada che porta verso l’unione dell’intero associazionismo venatorio, è l’unica possibile».
La cultura «estremista» Sulla stessa linea il vicepresidente nazionale di Federcaccia, Massimo Buconi: «Al tempo del referendum avevamo contro un pezzetto di politica. Oggi abbiamo contro una cultura estremista che ignora le basi stesse del mondo rurale, il ruolo della caccia nella gestione del territorio e nel mantenimento della biodiversità. Il mondo venatorio avrà un futuro solo se saprà operare in modo corretto e far capire l’utilità stessa della caccia. Per essere apprezzati bisogna abbandonare questa immagine di litigiosità che ci caratterizza e attuare finalmente la coesione politica e decisionale».
Il coordinamento Anche il vicepresidente nazionale dell’Anuu, Vladimiro Boschi ha condiviso i concetti espressi, soffermandosi sui risultati conseguiti dal ‘Cavo’, il coordinamento delle associazioni venatorie umbre: «È uno strumento importante di dialogo che ha saputo recepire le proposte per l’elaborazione di un calendario venatorio che, pur non perfetto, è di gran lunga migliore rispetto a quelli applicati in altre parti d’Italia. Bisogna dare continuità a questo modello di cooperazione, anche al di fuori dei ‘tavoli’ ufficiali».
Governance e calendari La discussione ha toccato anche altri punti cruciali,a partire dalla gestione politica e amministrativa del settore: «Con la scomparsa delle Provincie – si sono chiesti i relatori – chi governerà il mondo della caccia? Si tratta di un punto delicatissimo che non è stato ancora chiarito». Per Massimo Buconi, però, «questa responsabilità non può essere assunta dai Comuni. Altrimenti si rischia una chiusura e una conflittualità ancora maggiore fra i territori». Altro tema è quello dei calendari venatori, con l’auspicata uniformità per quel che riguarda le regioni dell’Italia centrale: «Possibile – si chiede Osvaldo Veneziano – che non si riesca a far riunire gli assessori competenti di quattro regioni per scrivere un calendario armonico e omogeneo? Non ci si può fare la guerra per mezza giornata di caccia in più o in meno. Al di là delle appartenenze politiche, le Regioni devono aprire un dialogo che porti finalmente a risultati concreti».
La Valserra L’ultima nota ha riguardato la location: tutti i partecipanti, a partire dal giornalista Bruno Modugno, che ha coordinato il dibattito, fino all’avvocato Gianni Zaganelli (presidente onorario di Libera Caccia che ha portato il proprio saluto), hanno sottolineato la bellezza della location scelta per l’evento: «Grazie all’invito di Giampiero Amici e Claudio Vici (presidente provinciale Arcipesca, ndR) – ha detto il giornalista – ho scoperto un angolo d’Italia bellissimo che merita di essere adeguatamente valorizzato». Una nota di merito in più per ‘Valserra, territorio e tradizioni’ fra i cui obiettivi c’è sicuramente la promozione del territorio e di un’area naturalistica di particolare fascino.
