di Fabio Toni
L’emergenza non è finita ma qualcosa, per il tribunale di Terni, sembra muoversi nel verso giusto. Le carenze sono quelle di sempre: mancano magistrati e personale. Per i primi, però, la boccata di ossigeno tanto attesa sta per arrivare, grazie anche all’impegno del presidente Girolamo Lanzellotto. Sul tavolo, resta il nodo degli amministrativi, troppo pochi rispetto a una mole di lavoro che nel tempo è cresciuta ancora, in particolare dopo l’accorpamento con il tribunale di Orvieto.
Tirocinanti A metà febbraio arriveranno due magistrati ordinari in tirocinio, i cosiddetti ‘mot’ introdotti dalla riforma-Mastella, che verranno distribuiti equamente fra procura e tribunale. Al termine del periodo formativo mirato e dopo la nomina, i due magistrati entreranno pienamente in funzione: la figura destinata al tribunale verrà impiegata nell’ambito dell’area civile.
Boccata d’ossigeno La svolta, sul fronte degli organici, è attesa per la primavera con l’arrivo di ben cinque giudici in tribunale e almeno un magistrato in procura. Per l’ok definitivo si attende l’avallo del ministero della giustizia, visto che il Csm ha già deliberato il trasferimento. Le ‘toghe’ destinate al tribunale provengono un po’ da tutta Italia: Piemonte, Sicilia, Marche, Lazio e Sardegna. Quattro di loro verranno destinati all’area civile mentre uno opererà nell’ambito della sezione penale.
Tempi «Ad oggi siamo ancora in piena emergenza – spiega il presidente del tribunale, Girolamo Lanzellotto -, visto che dei 18 magistrati previsti, ce ne sono appena 8. Di positivo c’è il fatto che qualcosa si sta muovendo». La certezza è che cinque giudici arriveranno. Più incerti i tempi: «Quelli dipendono dal ministero e dalle esigenze dei tribunali interessati dal trasferimento. Comunque potrebbero arrivare in primavera».
Materia delicata Quella del ‘fallimentare’ è una delle sezioni più importanti, in ragione della natura della materia e delle tante pratiche che ogni giorno continuano ad arrivare. La partenza di un pilastro come il giudice Paola Vella è stata compensata dall’arrivo del collega Claudio Baglioni da Orvieto. Una figura esperta per una soluzione che appare come ‘temporanea’, visto che lo stesso Baglioni è destinato al tribunale di Perugia. Così fallimenti ed esecuzioni verranno presi in carica da due magistrati, uno dei cinque nuovi e un altro già attivo all’interno degli uffici ternani.
Pochi amministrativi «L’arrivo di nuovi magistrati è ovviamente benedetto – afferma il presidente Lanzellotto -, anche se farà emergere altre annose carenze come quelle legate agli spazi disponibili e al personale di cancelleria. Il lavoro di ciascun giudice deve essere seguito da almeno tre amministrativi e, con un organico ridotto come quello attuale, rischiamo di ingolfare ancora di più il nostro personale. Senza dimenticare che l’accorpamento con Orvieto ha portato in dote pochissime figure».
Problema spazi L’altra questione aperta è quella degli spazi. Gli uffici di corso del Popolo faticano a contenere la macchia giudiziaria ternana. «Iniziamo a stare un po’ stretti – osserva il presidente – ma non possiamo fare molto di più di quello che stiamo già facendo». La soluzione è rappresentata dalla palazzina di sei piani che dovrebbe sorgere nel nuovo complesso di corso del Popolo, accanto agli uffici comunali. Lì verranno dirottati la procura della Repubblica, gli archivi, il giudice di pace e l’ufficio notificazioni e protesti. I tempi per la costruzione, però, non si preannunciano brevi.
