di Francesca Torricelli
Il senatore Gianluca Rossi sta con gli studenti. In estrema sintesi può essere riassunta così la sua presa di posizione dopo la pubblicazione del documento approvato dal consiglio di Polo e nel quale si chiede un nuovo accordo di programma.
Il programma «Già in occasione dell’incontro avuto lo scorso febbraio con il prorettore Burrascano, l’assessore Piermatti e i rappresentanti del polo universitario ternano – dice Rossi – avevo sottolineato con forza l’esigenza di una nuova fase finalizzata alla ridefinizione dell’accordo di programma tra istituzioni coinvolte e Governo». Per questo, ribadisce il neo-senatore del Pd, «intendo sostenere la posizione assunta dal Consiglio del polo scientifico didattico di Terni, perché si apra un tavolo con il ministero dell’università e si giunga alla sottoscrizione di un atto che punti su Terni e vada nella direzione di un polo di formazione universitaria di alto profilo, fatto di ricerca scientifica e di trasferimento tecnologico, che operi ai massimi livelli nel cuore industriale dell’Umbria».
Scelta strategica Qualificare, investendo sulla presenza universitaria a Terni, dice ancora Gianluca Rossi, «è una scommessa che non possiamo perdere come intero sistema regionale. Il tema di Terni non riguarda una semplice esigenza di decentramento, ma rappresenta una scelta strategica per lo sviluppo dell’Umbria». In quest’ottica non sarà secondario il ruolo di chi rappresenta l’Umbria e Terni in parlamento: «Per questo mi metto a disposizione per intraprendere tutte le iniziative possibili, in sinergia con le istituzioni, il polo ternano, gli studenti e i ricercatori che vi operano, per un’azione urgente verso il nuovo Governo che speriamo possa nascere in tempi brevi».
L’impegno Poi arriva l’impegno che farò più piacere agli studenti: «Per noi non si tratta di ‘salvare il salvabile’ o l’università ‘sotto casa’ – afferma il senatore democratico – ma di alzare la posta, valorizzando dieci anni di relazioni costruite tra realtà produttive e gruppi di ricerca, per sedimentare l’eccellenza legandola alle vocazioni della nostra area. Da ingegneria e medicina, veri motori della ricerca, fino alla nascita di un polo socio-economico, in cui possano convergere i corsi di scienze politiche ed economica. Servono investimenti logistici e sulla didattica e il territorio è pronto a fare la sua parte».
