di Francesca Torricelli

Tra ritardi e polemiche, ma anche con grandi soddisfazioni il restyling di piazza dell’Olmo è quasi terminato. Le parole di Italia Nostra hanno scosso il progettista, l’architetto Alessio Patalocco, che ad Umbria24 ha spiegato la ‘sfida’ dell’architettura contemporanea.

LE FOTO DEI LAVORI IN PIAZZA DELL’OLMO

Il rammarico «Leggo con forte rammarico, ed una certa nausea, la lettera scritta dal presidente di Italia Nostra in cui si percepisce una scarsa apertura mentale, dimostrata invece dalla Soprintendenza che ha approvato il progetto presentato loro l’anno scorso», le prime parole di Patalocco. «Sono fermamente convinto che la sfida dell’architettura contemporanea è quella di essere sempre evocativa di un passato che è continuamente oggetto di modifiche più o meno ‘mistificatorie’, in senso culturale e critico, ma soprattutto, politico».

Linguaggio contemporaneo Le nuove generazioni, continua Patalocco, «non devono perdere il contatto con la Storia, ma hanno bisogno che si parli il loro linguaggio e che i nuovi interventi si avvicinino alla loro sensibilità, non sempre traducibile nella ripresa pedissequa del troppo spesso mistificatore ‘una volta era così». L’architettura non può «mimare o mistificare il passato – sottolinea – fissando i dati storici su pietra, perché la critica storica è sempre in divenire. Tuttavia può aggiungere un tassello, sempre utilizzando un linguaggio contemporaneo, evocativo di altri ‘mondi, ma mai rinunciando al proprio contributo creativo in ambito urbano».

La piazza Venendo a piazza dell’Olmo, l’architetto spiega che «l’ispirazione più grossa viene proprio dalla dimensione ‘popolare’ della piazza. L’assenza di materiali aulici ne è un indizio che favorisce l’immagine più ‘familiare’ di giorno, mentre di notte cambia aspetto ed evoca lo spirito delle feste popolari. «Il travertino disposto ad opera incerta, proveniente dalla stessa fornitura della Nuvola dell’Eur di Fuksas, incornicia il centro della piazza evocando le vecchie strade romane. Non bisogna dimenticare, inoltre, che un altro punto di vista importante è ormai rappresentato dalla vista satellitare: il profido, che stabilisce una continuità con le vie del centro, è orientato di 40° rispetto al nord in direzione di Carsulae, la nostra area archeologica di riferimento, testimonianza antica delle nostre origini pre-romane». Il cielo stellato connota la piazza «con un colore, conferendole una immagine al contempo attuale e ‘mitica’, proprio come la notte. Infine la copertura è un esempio di contemporaneità: un oggetto che utilizza materiali pertinenti al contesto sociale e produttivo della nostra città – come l’acciaio – oltre ad offrire un riparo uniforme che si dispiega intorno agli alberi, protagonisti indiscussi della piazza».

Apertura al nuovo L’intervento è «molto contemporaneo, è vero – ammette Patalocco – e non lo vuole nemmeno nascondere, per questo è stato selezionato per essere presentato al ‘World congress of architecture di Tokyo’ (nel 2011) e alla ‘Middle east techincal university’ di Ankara(nel 2012), perché rappresenta un modo nuovo di inserirsi in un contesto storico utilizzando una strategia di riqualificazione urbana che fa perno sull’uso del colore». In definitiva, tutto questo, «vuole solamente fissare, sulle pietre ‘di oggi’, un momento storico che la nostra città sta vivendo e che, spero, rimarrà come testimonianza per le nuove generazioni future che andranno a rileggere, nella stratificazione storica del centro cittadino, la stessa voglia di cambiamento e di apertura al nuovo che da sempre ci ha contraddistinto».

Il progetto prende forma La nuova piazza dell’Olmo, proprio in questi giorni, sta prendendo finalmente forma. Ha un pavimento in materiali pregiati con incassati 200 led rosa a basso consumo, un nuovo arredo urbano che fa da cornice alle aiuole centrali, alla storica fontanella e, soprattutto ai due grandi alberi che dominano la piazza e una doppia e ampia copertura laterale. La pavimentazione, poi, è caratterizzata da inserti in metallo che portano incisi i nomi dei partner che hanno contribuito all’operazione di restyling.

Piccole rifiniture «In questi giorni – racconta l’architetto – le ditte stanno completando gli ultimi ritocchi. Rimane solo di riempire l’aiuola con il verde, un lavoro che richiede mezza giornata, ma nel mese di agosto con alcune ditte in ferie, le procedure rallentano un po’. Per il resto è tutto pronto, poche sere fa ho fatto accendere i 200 led rosa incassati nella pavimentazione per verificare che tutti fossero ok prima della tanto attesa inaugurazione».

Una pausa A rallentare ancor di più i lavori «è stata anche una richiesta dell’Asm che, la scorsa settimana, ha dovuto effettuare dei lavori di modifica per le prese d’aria di cabina elettrica e quello ci ha fatto star fermi nella prima settimana di agosto, giorni in cui pensavo di completare i lavori. Abbiamo, quindi, dovuto sospendere per permettere l’intervento di modifica delle bocchette d’areazione della cabina che si trova sotto l’aiuola, una cabina che da l’energia elettrica a mezzo centro storico».

I costi «Un aspetto bello dell’intervento in piazza dell’Olmo – spiega Patalocco – è stato lavorare con circa 22 imprese che, di fatto, si sono trasformate in soggetti attivi di recupero e riqualificazione di una parte della città. Questo ha consentito al comune di Terni di pagare solamente il 20% di tutto l’importo dei lavori, per aver poi una piazza che da quadro economico gli sarebbe costata circa 280 mila euro, avendone stanziati solamente circa 60 mila».

L’inaugurazione Tutti i lavori e i vari ritocchi termineranno il 21 di agosto. L’inaugurazione ufficiale, invece, è prevista «nei giorni della notte bianca, che se non erro – conclude l’architetto – doverebbero essere verso la metà di settembre».

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