Il parco di Cardeto

di Marco Torricelli

Sarà privato – nel senso che, quando sarà riaperto al pubblico, a gestirlo per almeno 25 anni sarà la società che ne sta curando la ristrutturazione – ma al parco ‘Bruno Galligani’ di Cardeto (chiuso al pubblico ormai da quasi otto mesi), a ben vedere, oltre ai 650 mila euro spesi del comune per la ristrutturazione di due edifici poco prima dell’assegnazione, finiranno un altro bel mucchietto di soldi pubblici: quasi 100mila euro.

La società La ‘Parco Cardeto’ della quale fa parte la Ciam che si era aggiudicata la concessione comunale, ha infatti presentato la richiesta – già accolta – per accedere ai finanziamenti previsti per il Puc2 ‘Un centro da favola – Realizzare la città immaginata’ i cui termini erano stati riaperti ed il perimetro del ‘centro’ era stato ampliato. Tanto che, appunto, adesso arriva fino a Cardeto. E questo ha permesso che ‘scattassero’ i fondi pubblici. Che per la precisione sono 91.500 euro.

Il bar Il contributo, spiega il titolare della Ciam, Sandro Citarei, «è stato chiesto a fronte di un investimento importante (305mila euro; ndr) destinato alla realizzazione un moderno e funzionale bar-gelateria all’interno del parco, che poi verrà ovviamente affidato in gestione a professionisti del settore». Ma il bar non era già inserito nell’accordo fatto con il comune? «Sì, ma con questo progetto sarà molto più bello».

La concessione Un milione e 800mila euro, questo è quanto si era impegnata a spendere la società che si era aggiudicata la concessione, in cambio della gestione del parco per almeno 25 anni. E tra le cose annunciate c’erano: «Impianto di illuminazione innovativo, trenta telecamere di sorveglianza, bar e ristorante, giochi moderni e sicuri per i più piccoli, impianti sportivi e spogliatoi all’avanguardia e fruibili anche dai disabili». Solo che, per il bar, una parte dei soldi li mettono i cittadini.

I fondi I 91.500 euro concessi fanno parte del programma di aiuti comunitari Por-Fesr per attività commerciali artigianali e, oltre alla ‘Parco Cardeto’, ne potranno usufruire altre tre aziende del centro – un istituto di estetica e due attività commerciali – che riceveranno contributi, per un totale di 31mila euro, proporzionali agli investimenti che si accingono a fare.

L’assessore Daniela Tedeschi, assessore al commercio del Comune di Terni, conferma: «Si tratta di una richiesta, come le altre tre che sono state accolte, in linea e coerenti con i contenuti del bando e va specificato che l’erogazione dei fondi comunitari sarà tassativamente collegata con l’investimento fatto dai privati». Poi l’assessore chiarisce: «Sinceramente mi sarebbe piaciuto molto poter destinare tutte le somme disponibili alle piccole e medie imprese che operano in quello che possiamo definire come il ‘centro’ propriamente detto, ma – anche a causa della crisi, che frena gli investimenti privati – non sono pervenute domande in tal senso».

Riapertura Atre richieste di finanziamento, per la verità, erano anche arrivate, ma sono state bocciate per banali vizi di forma: «È vero – dice Daniela Tedeschi – e proprio a questo proposito stiamo valutando la possibilità di utilizzare una parte dei fondi che in origine erano destinati ad un altro bando, quello per le attività di servizio alle imprese ad ai cittadini (c’erano 280mila euro disponibili; ndr), ma che non ha fatto registrare molte richieste». Piuttosto che rimandare indietro i soldi, insomma, si potrebbero utilizzare i residui permettendo di ripresentare le domande, con i dovuti correttivi, bocciate in prima istanza.

I lavori All’interno del parco, intanto, i lavori vanno avanti e «anche e le avverse condizioni meteo non ci stanno aiutando – spiega Sandro Citarei – siamo certi di poterli completare, o almeno realizzarne la gran parte, prima dell’inizio dell’estate». Il progetto per il secondo stralcio «dovrebbe essere approvato entro l’anno e, a quel punto, potremo procedere con maggiore velocità».

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