Il parco di Cardeto

di Marco Torricelli

Nove mesi, si è detto. O, meglio, lo ha detto il Comune di Terni, che parla di: «270 giorni per tornare a fiorire», parlando del parco di Cardeto, chiuso dalla fine di marzo. Ma forse non è proprio così. Perché i nove mesi si intendono da quando il progetto sarà licenziato definitivamente. Proprio dal Comune.

Il progetto Intanto perché la ‘Ciam servizi’, che effettuerà i lavori di riqualificazione del parco, ha tempo fino alla fine di giugno per presentare il progetto relativo e perché, poi, potrebbero passare altri due mesi per il ‘via libera’ definitivo. In quanto il Comune se ne può prendere uno per esaminare il progetto e proporre degli aggiustamenti, con un altro mese a disposizione dell’azienda per fare delle controproposte. Insomma, si potrebbe arrivare all’autunno.

Gli stralci Sandro Citarei, il titolare della Ciam, però, ha fretta: intanto perché in questa faccenda ci mette un milione e 800 mila euro (la convenzione prevede che, in cambio, gestirà il parco per 25 anni, almeno 12 dei quali, spiega, «serviranno solo per rientrare dell’investimento»), ma soprattutto perché, racconta, «ho già avuto modo di incontrare i rappresentanti del comitato di quartiere, che mi hanno giustamente ricordato quanto sia importante, per i cittadini, poter tornare ad utilizzare, in tempi brevi, almeno una parte del parco. Ed io sono assolutamente d’accordo con loro, tanto che organizzeremo i lavori in modo da metterli in condizione di poter utilizzare, presto ed in sicurezza, almeno una parte del parco».

Gli alberi I tecnici, infatti, «stanno lavorando in fretta e il progetto potrebbe essere presentato in Comune molto prima del previsto, così da guadagnare tempo», mentre si è già provveduto «ad una mappatura precisa di tutti gli alberi presenti nel parco, alcuni dei quali, purtroppo, dovranno essere abbattuti – e sostituiti – perché le condizioni in cui si trovano rappresentano delle oggettive situazioni di rischio». Insomma, potrebbero cadere: «Sì, il rischio esiste e riteniamo sia opportuno, prima di tutto, creare le condizioni di sicurezza».

L’innovazione Per poi dar vita a quello che Citarei descrive come «un parco totalmente nuovo, nella sua concezione, per la città», con una «attenzione particolare alla sicurezza». A partire «dall’impianto di illuminazione, per il quale saranno usate anche lampade a led e che prevede un sistema di emergenza», ma soprattutto per le «trenta telecamere di sorveglianza, che garantiranno una copertura totale del parco e una tranquillità complessiva a tutti i fruitori». Tanto che, mentre si studia la collocazione del bar e del ristorante, si pensa all’istallazione «di una particolare ed innovativa ‘campana sonora’ che permetterà la diffusione musicale concentrata in un’area specifica del parco, mentre chi si troverà all’esterno di essa non sentirà nulla». Senza dimenticare «gli oltre 200 stalli per le biciclette – dice Citarei – perché vorremmo che si venisse al parco con quel mezzo, tanto che attrezzeremo dei punti di ricarica per le bici elettriche, alimentati dai pannelli solari che serviranno anche le altre strutture».

Il verde All’ingresso del parco, spiega il titolare della Ciam, «realizzeremo una fontana con zampilli e un ‘giardino fiorito’ nella zona più interna; un impianto di irrigazione sarà dedicato alle zone a verde pregiato, mentre sarà ‘ridisegnato’ il laghetto – che sarà collegato con il canale che score nelle vicinanze, per evitare la stagnazione delle acque – con l’inserimento di nuova vegetazione e di un ponticello in legno e acciaio che ne permetterà l’attraversamento. Lungo i confini del parco, poi, inseriremo barriere antirumore di tipo vegetale, con essenze a rapido accrescimento».

I giochi e lo sport Grande attenzione, garantisce Sandro Citarei, «sarà dedicata alle aree giochi – per i bambini più piccoli, ma anche per gli adolescenti – attrezzate con giochi e strutture all’avanguardia anche sotto il profilo della sicurezza», mentre i grandi «avranno a disposizione il meglio, sotto il profilo tecnico e impiantistico, per il tennis – i campi in terra rossa saranno coperti – e il calcetto, ma vogliamo creare le opportunità anche per il volley e il basket». È anche prevista la realizzazione di «un percorso footing, di 650 metri, lungo il perimetro del parco, oltre al ripristino dei percorsi esistenti ed il rifacimento della pavimentazione». E quanto agli spogliatoi: «Diventeranno cinque, rispetto agli attuali tre, grazie anche ad un nuovo corpo di fabbrica addossato all’attuale struttura che conterrà anche i bagni pubblici ed un ascensore che renderà accessibile ogni spazio dell’edificio anche ai portatori di handicap, per i quali realizzeremo anche una rampa per il piano seminterrato».

Il tempo Per fare tutto, però, i 270 giorni dovranno essere sfruttati al meglio: «Noi abbiamo tutto l’interesse a farlo – dice Sandro Citarei – perché prima terminiamo i lavori e prima il parco inizierà a produrre utili. Ma è chiaro che non tutto dipende da noi. Mi auguro – conclude – che la nostra voglia di fare presto e bene sia condivisa anche dai tecnici comunali che dovranno esaminare il progetto»

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