di Massimo Colonna
Fa ancora discutere il futuro dell’istituto musicale Briccialdi. Dopo le prese di posizione del sindaco in vista del rinnovo dei rapporti tra il Comune e l’ente nei giorni scorsi, la giunta ha approvato una delibera da proporre al consiglio comunale in cui si ridefinisce il quadro. Il documento è stato presentato in seconda commissione, trovando porta chiusa però da parte dei consiglieri d’opposizione e la richiesta di approfondimento da parte di qualche esponente della maggioranza. Maggioranza che per lunedì sera ha convocato una nuova riunione proprio per approfondire.
La commissione Giovedì pomeriggio in Comune si è svolta una nuova riunione della seconda commissione consiliare con l’assessore alla Cultura Giorgio Armillei che ha presentato il documento. Nella delibera la giunta riscrive i rapporti tra il Comune e l’istituto, in un quadro che poi dovrà essere votato dal consiglio comunale.
Tutti i punti L’esecutivo stabilisce diversi punti: sottoscrivere un protocollo d’intesa per la disciplina dei rapporti, attivarsi con la Regione per un consorzio o un polo regionale di alta formazione, contenere le spese carico del Comune, stabilire che l’impegno finanziario dell’amministrazione sia pluriennale, costituire un comitato permanente di coordinamento, individuare il dirigente responsabile, predisporre un piano di recupero dei crediti vantati dal Comune (circa 2 milioni di euro) e prevedere il distacco temporaneo del personale.
L’opposizione Il progetto di giunta ha fatto discutere la commissione. Contrari su diversi punti gli esponenti d’opposizione. «Da quando abbiamo tirato fuori la vicenda nel settembre 2014 – ha spiegato Marco Cecconi, capogruppo di Fratelli d’Italia An – non si è ancora capito chi deve controllare il rispetto dei rapporti con il Briccialdi. E infatti poi ci siamo ritrovati con il Comune che deve ancora ricevere circa due milioni di euro. Questa delibera è irricevibile, perché troppo generica e senza un piano di rientro economico concreto. Inoltre si evince dal documento che la domanda per la statalizzazione del Briccialdi è stata presentata solo il 20 gennaio 2015, mentre da anni l’amministrazione parla di progetto di statalizzazione». Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’intervento di Enrico Melasecche (I Love Terni), il quale ha sostenuto che «la cultura non può essere considerata come un’azienda che deve portare utili, ma nemmeno un cappio al collo dell’amministrazione», e di Franco Todini (Il Cammello), mentre Federico Pasculli dei 5Stelle ha chiesto specifiche in merito al piano di rientro economico.
La maggioranza Saverio Lamanna (Città aperta) ha sostenuto che il Briccialdi «non può essere considerato un carrozzone, anche perché c’è un indotto non trascurabile di studenti che vive a Terni. Non capisco chi chiede un riscontro economico, qui non si parla di una partecipata aziendale». Per Luigi Bencivenga invece (Progetto Terni) «il documento va approfondito, ci sono degli impegni economici da verificare».
L’assessore Armillei In chiusura di seduta l’assessore Armillei ha riportato qualche dato sul funzionamento dell’istituto. «Il rapporto studenti/professori è 1 a 8, nella media nazionale. Ad oggi ci sono 26 docenti di ruolo, 8 incaricati e 18 a contratto. La quota di iscrizione annuale per il corso accademico è di 725 euro annui, aumentata rispetto all’anno scorso. Le iscrizioni ad oggi sono circa 300 e sono ancora aperte, considerando che l’anno scorso furono poco meno di 400 andiamo sulle stesse unità».
