di Francesca Torricelli
L’Italia, da nord a sud, si è oggi mobilitata in occasione della ‘Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne’. Il 25 novembre è, infatti, la data scelta dalle Nazioni Unite, nel 1999, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno.
In Italia Indagini recenti dicono che, in Italia, ogni anno più di un milione di donne finisce nella rete dei soprusi al maschile, che si ripetono più volte arrivando alla vergognosa cifra di 14 milioni di atti di violenza (dallo schiaffo allo stupro). Ma i femminicidi, sono in diminuzione: negli ultimi 12 mesi sono 152 le donne uccise, l’8% in meno rispetto all’anno precedente, quando sono stati 165.
FOTOGALLERY: LA MANIFESTAZIONE A TERNI
A Terni Purtroppo anche Terni è stata, a volte, un triste teatro di femminicidi efferati e imprevedibili che hanno scosso profondamente la città. Per dire «basta e per ribadire ancora una volta che le donne sono libere di scegliere come condurre la propria vita», l’associazione ‘Terni donne’ ha organizzato una manifestazione in piazza della Repubblica, sottolineando, ancora una volta, che «le donne non dovrebbero più subire maltrattamenti e violenze, né in famiglia, né pubblicamente».
VIDEO: IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA PER DIRE «NO»
In piazza Anche quest’anno, vestite completamente di nero con accessori rossi, «siamo scese in piazza portando nel cuore Franca, Giuseppa, Laura e tutte le altre donne uccise barbaramente da uomini assassini incapaci di rispettare le scelte delle donne», hanno detto dall’associazione. ‘Libere di essere, libere di vivere’ è stato il nome della manifestazione di quest’anno, organizzata dall’associazione in collaborazione con ‘Libera…mente donna’ e ‘Progetto Mandela’, puntando a comunicare e promuovere la libertà di scelta delle donne in ogni ambito della propria vita e, al contempo, denunciare le ingiustizie, le discriminazioni e le violenze che spesso le donne devono subire a causa dell’esercizio della propria libertà.
La diffusione «Chiediamo che le istituzioni e gli enti sostengano azioni educative e informative da attuare prima di tutto nelle scuole e in tutti gli spazi – hanno spiegato – che abbiano finalità aggregative o educative e di diffondere capillarmente i contatti e la conoscenza dei servizi antiviolenza attivi sul territorio, in modo da arrivare a tutte le donne e metterle nella condizione di potervi accedere».
La regione L’associazione ‘Terni donne’ si unisce all’appello del presidente della regione Umbria, Catiuscia Marini, e chiede che «il consiglio regionale giunga all’approvazione della legge sulle ‘Politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini’, affinché si dia certezza ai finanziamenti dei servizi antiviolenza attivi nella nostra regione. Le legge è pronta ormai da tempo ed ha effettuato tutto l’iter burocratico di preparazione, dunque basta giochi politici sulla pelle delle donne».
Il vicesindaco Il comune di Terni da tempo «ha messo in campo azioni sistemiche di contrasto», ha dichiarato il vicesindaco con delega al Welfare Francesca Malafoglia. «Sono numerosissime le iniziative promosse in ambito culturale, sociale, formativo. Cito Donna sempre, il progetto di ricerca-azione nato al tavolo della direzione Servizi culturali e sociali, che da alcuni anni ha introdotto nelle strategie culturali il valore aggiunto della differenza. Dal patto stretto tra donne del pubblico e del privato, inoltre, sono fin qui scaturiti un open space focalizzato sulla domanda di cittadinanza delle donne ternane organizzato in collaborazione con la rete delle donne; l’apertura della Casa delle donne nonché il Cav (Centro antiviolenza) Liberatutte».
I numeri Il centro Liberatutte da aprile ad oggi ha preso in accoglienza 76 donne, di queste 9 in residenzialità, di cui 8 con figli minori. Nel 2014, inoltre, 2 donne, di cui una con minori, hanno avuto accoglienza in semiautonomia; 3 donne, di cui 2 con minori, hanno trovato alloggio e sostegno nella casa protetta. «I centri antiviolenza – ha aggiunto il vicesindaco – devono diventare veri e propri servizi comunali, nell’ambito di una politica del Welfare che veda nella tutela della donna un elemento imprescindibile».
Lavoro integrato «Lunedì – ha concluso Francesca Malafoglia – nel recepire il rilevante atto del consiglio comunale ho reso noto che la giunta comunale costituirà un comitato interassessorile per il lavoro integrato tra le varie direzioni comunali: sociale, pari opportunità, scuola, politiche giovanili, cultura e personale; perché per portare avanti un’azione efficace di presa in carico delle donne in grave difficoltà, occorre mettere in campo risposte articolate e mirate. Per affrontare il tema della violenza in tutte le sue componenti, dalla prevenzione al contrasto, alla difesa delle vittime».
