di Massimo Colonna
«Nei prossimi giorni distribuiremo dei questionari nelle scuole d’infanzia per avere un’idea di quello che pensano gli utenti del servizio mensa. Poi lo porteremo all’amministrazione, perché non si possono cambiare le regole senza prima sentire chi ogni giorno deve fare i conti con quel servizio». Così il Cosec, il comitato dei servizi educativi comunali, rilancia sulla partita delle mense a Terni accogliendo una sessantina di genitori per la sua prima assemblea pubblica.
Il direttivo Al tavolo della Siviera i sei rappresentanti del “direttivo” del comitato, tra cui Chiara Dottori, Valeria Della Sala e Manuela Mariani. La prima a prendere la parole è la Dottori. “Siamo qui per ribadire la nostra convinzione che il sistema del cotto e mangiato sia l’unico che possa garantire sicurezza alimentare ai nostri figli. Ed è questa la convinzione che porteremo al tavolo del Comune».
In commissione «A breve – ha proseguito la Dottori – saremo al tavolo della seconda commissione consigliare proprio per far pesare queste idee». «Di più – tocca poi a Della Sala – nei prossimi giorni distribuiremo nelle scuole alcuni questionari in cui i genitori avranno la possibilità di esprimere il proprio parere sul servizio mensa. E’ impensabile per noi cambiare un servizio senza avere idea di cosa ne pensino gli utenti finali. Per noi è chiaro che il cibo cucinato fuori dalla scuola, anche nel caso esistano tutte le garanzie di legge, non potrà mai essere come quello in loco».
Indicazioni ministeriali Sul tavolo il direttivo porta diversi fogli, tra cui anche le ultime indicazioni ministeriali proprio sul servizio di mensa d’infanzia. «Si tratta di indicazioni del governo dirette alle amministrazioni che spiegano come la priorità debba essere data alla tutela dell’alimentazione sana per i più piccoli, sia per evitare malattia progressive, come diabete e simili, sia come educazione alla salute e alla socialità, alla sostenibilità ambientale».
Piattaforma nazionale «Su questo fronte – ha proseguito la Dottori – noi accoglieremo a braccia aperte chiunque voglia aiutarci a sostenere il cotto e mangiato. Ci stiamo già muovendo in ambito nazionale: l’altro giorno ci hanno chiamato da Food Insider, una piattaforma nazionale che sta raccogliendo realtà come la nostra che portano avanti questo tipo di battaglia. Qualcosa insomma si muove, siamo in contatto anche con i nostri omologhi della provincia di Perugia. Siamo aperti al confronto e pronti a proseguire con le nostre idee».
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