Un'aula del 'Briccialdi'

di Massimo Colonna

Rivoluzione al Briccialdi: il Comune ha deliberato un riassetto dei rapporti tra palazzo Spada e l’istituto musicale. Addio al rapporto detto ‘di comandato’, via al ‘distaccamento’, che nei piani dell’amministrazione rappresenta una soluzione ponte in vista della statalizzazione dell’ente, prevista dal governo per gli ex istituti pareggiati, anche se senza un timing preciso.

Musica nuova La delibera della giunta prevede la proroga della convenzione fino al 31 maggio 2015, sia per quanto riguarda i finanziamenti diretti, sia per il personale ‘comandato’. In più nascono un comitato interassessorile (Università, Risorse umane e Bilancio), un gruppo tecnico di lavoro formato dai dirigenti comunali di Servizi culturali, Risorse umane, Attività finanziarie, Università e Alta formazione, e un comitato permanente di coordinamento con membri sia del Comune che del Briccialdi. Tutti e tre gli organi dovranno gestire il passaggio alla nuova fase.

Via al distaccamento La delibera dunque fissa i paletti per passare dallo stato di ‘comando’ a quello di ‘distaccamento’, in vista della futura statalizzazione. Finora il Comune ha sostenuto il Briccialdi con un fondo di un milione e 800mila euro annui e con il pagamento del costo del personale, 5 unità, per un totale di 175mila euro annui. Soldi che il Briccialdi è però tenuto a rimborsare al Comune. Meccanismo questo che nel corso degli anni ha creato un debito di un milione e mezzo di euro circa nei confronti dell’amministrazione comunale. Per ovviare a questo sistema, parte il distaccamento, con un doppio finanziamento dal Comune: una parte fissa di durata triennale, l’altra da valutare di volta in volta a seconda delle attività svolte nell’istituto. A stabilire i parametri tecnici che definiranno questa quota ci penserà il comitato misto creato dalla delibera.

Il debito «Questo nuovo sistema prevede che il Comune abbia un interesse diretto nella sostenibilità del Briccialdi – ha spiegato l’assessore alla Cultura Giorgio Armillei alla conferenza stampa di mercoledì mattina – soprattutto in vista della statalizzazione dell’istituto, prevista da un legge del governo». Il comitato creato inoltre dovrà studiare anche piano di rientro dal debito.