di Marco Torricelli
Quasi mezzo milione di euro. In deroga. Il Comune di Terni ha deciso, infatti, di fare uno ‘strappo alla regola’ e, di anticipare i pagamenti alla ditta che sta lavorando all’ampliamento del cimitero cittadino. Tra le motivazioni, anche se potrà sembrare incredibile, le «allarmanti e spesso infondate notizie circolanti nell’ambito degli imprenditori locali e sulla stampa».
Storia vecchia La ‘saga’ dell’ampliamento del cimitero è iniziata a maggio del 2010, quando fu approvato il progetto esecutivo e l’appalto dei lavori, che si aggiudicò il Consorzio cooperative costruzioni (Ccc) di Bologna, per poco meno di sei milioni di euro e che li affidò alla Orion.
Orion in crisi I lavori furono divisi in tre lotti e si cominciò a costruire cappelle e loculi, ma la ditta che doveva realizzare il tutto entrò in crisi, tanto che il 21 febbraio chiese il concordato preventivo e le subentrò la Siteco. I cui dipendenti, però, ad agosto lanciarono un nuovo allarme, lamentando il mancato pagamento delle spettanze, ma anche dei possibili errori nell’esecuzione dei lavori ricevuti in eredità.
Il credito A settembre il Comune fece fatto i conti, certificando che il credito dell’impresa era di poco inferiore agli 827mila euro, ma che la liquidazione era «sospesa per la mancanza delle fatture quietanzate dei subappaltatori». Vero, confermò l’appaltatore, ma si doveva tener conto delle «eccezionali e note condizioni di crisi del settore», oltre che del fatto che la manfrina Orion-Siteco obbligava quest’ultima a «trattative estenuanti con i fornitori che pretendono corresponsioni diverse dalla consuetudine, molto spesso, con pagamenti in acconto o anticipati sulla scadenza delle fatture».
La richiesta Tanto che al Comune fu chiesto di ‘chiudere un occhio’ e derogare: riducendo l’importo minimo stabilito, per l’emissione dei pagamenti in acconto, da 950mila a 450mila euro, anche perché «la situazione, amplificata da allarmanti e spesso infondate notizie circolanti nell’ambito degli imprenditori locali e sulla stampa, rischiava di rendere ulteriormente gravosa la regolare prosecuzione del contratto, fino a far temere una possibile interruzione dei lavori».
La deroga E, infatti, il Comune ha derogato: dopo che l’assessore Silvano Ricci aveva già spiegato che «a gennaio abbiamo pagato un milione», il 3 febbraio è stato stabilito «in via eccezionale e solo al fine di scongiurare che riconosciute ed oggettive condizioni di attuale particolare gravosità del contratto possano riverberarsi sulla regolare prosecuzione dei lavori, l’emissione di una rata di pagamento in acconto di 450mila euro».
E gli altri? Inevitabile temere che questo possa rappresentare un ‘precedente’ pericoloso, perché potrebbe provocare la reazione di altre imprese creditrici nei confronti del Comune, oltre che delle ditte che avrebbero potuto proporsi come alternativa a chi si è aggiudicato i lavori. Ma a palazzo Spada sembrano tranquilli: la decisione, viene spiegato, è stata presa valutando che «il carattere eccezionale e non estensibile alla generalità dei pagamenti della deroga richiesta non configura una violazione della par condicio fra i soggetti partecipanti alla originaria gara d’appalto». Che, però, potrebbero non pensarla allo stesso modo.
Siteco Contenti come una pasqua, manco a dirlo, quelli della Siteco: «Il Comune si è dimostrato molto sensibile, accogliendo la nostra richiesta – dicono al cantiere del cimitero – e questo ci dà nuova energia. I lavori stanno procedendo e, anche se il maltempo non ci agevola, stiamo lavorando per recuperare il tempo perso». Cioè significa che a settembre, come previsto, i lavori saranno finiti? «Beh, forse proprio a settembre no. Ma forse per la fine dell’anno».
