di Francesca Torricelli
Problemi di sovraffollamento, con reparti ormai saturi, tanto che per far posto ai nuovi arrivati sono ricomparsi i letti nei corridoi. La questione riguarda l’ospedale Santa Maria di Terni ed il tribunale per i diritti del malato è subito intervenuto in difesa dei pazienti.
Posti letto «Non possiamo più tacere sulla situazione che ci è stata segnalata da diversi cittadini ternani secondo i quali al Santa Maria di Terni ci sarebbero pazienti ricoverati nelle corsie dei vari reparti. Il posto letto è un miraggio per i pazienti sdraiati in totale assenza di privacy e sicurezza», queste le parole di Annamaria Ottaviani di ‘CittadinanzAttiva – Tribunale per i diritti del malato’ di Terni.
La segnalazione «Come abbiamo già spiegato riconosciamo ampiamente le iniziative positive intraprese dall’Azienda ospedaliera, ma difronte all’ennesimo caso di non rispetto dei livelli di comfort dei pazienti dobbiamo intervenire. Abbiamo segnalato la situazione al direttore sanitario e siamo in attesa di un intervento immediato che ripristini i diritti dei malati».
Le risposte «Il problema dei posti letto è reale. A volte è più accentuato altre meno», ha voluto rispondere il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Terni, Andrea Casciari. «Come Azienda ospedaliera abbiamo messo in atto numerose misure organizzative volte al contenimento del fenomeno, che hanno dato risultati eccellenti». Qual’è stato, però, il problema? «Il dato fondamentale è che nei primi 5 mesi del 2014, ci sono state 1800 giornate di degenza in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente».
Le eccellenze «Il nostro è un ospedale in forte espansione – ha aggiunto il direttore – con risposte sanitarie eccellenti che interessano pazienti anche da fuori regione. Il nostro pronto soccorso e la struttura ospedaliera non hanno mai rifiutato un ricovero, diversamente da come accade altrove, ogni paziente ha ricevuto l’assistenza sanitaria richiesta e dovuta». E ribadisce: «Se non avessimo avuto queste 1800 giornate di degenza in più, il problema non sarebbe esistito, il nostro impegno rimarrà comunque quello di continuare a cercare di migliorare l’organizzazione interna in sinergia con il territorio».


