Dai bilanci ai ‘debiti oscurati’, il capogruppo di I love Terni dai banchi dell’opposizione ne tira sempre fuori qualcuna e di recente per sferzare un colpo alla giunta Di Girolamo, ha tirato in ballo il Centro di Palmetta. Indignati, i soci dell’associazione Demetra che da oltre 10 anni lo gestisce gli hanno risposto punto su punto. Nella lettera non mancano colpetti a Palazzo Spada.

Palmetta «Non è ‘un’enclave a disposizione di pochi’, come dice Melasecche – attacano – ma un centro di aggregazione giovanile che, in dieci anni di attività, ha accolto più di tremila soci. Quando  parla di ‘esercitazioni canore’, forse, si riferisce alle serate di musica dal vivo in cui si esibiscono band del panorama indipendente italiano ed internazionale, ma anche gruppi emergenti del territorio. Non solo: lo spazio è sempre pronto ad accogliere, a titolo gratuito, musicisti che ne hanno bisogno per le prove. Per ‘affabulazioni filosofiche’ intende forse il percorso che negli anni ha portato alla nascita di Iappa (acronimo di ‘incontri di apprendimento partecipativo’) con un portale web che offre un servizio di comunicazione per chi desidera organizzare incontri di formazione. Tutto realizzato grazie al contributo volontario dei soci».

Associazione Demetra «‘Disquisizioni gastronomiche?’ – prosegono – Anche mangiare può essere un bellissimo momento di aggregazione per scambi di idee e opinioni. Il Centro di Palmetta è un luogo condiviso in cui la creatività, senza distinzioni di genere e linguaggi, è sempre la benvenuta, non una ‘deliziosa villetta’; si tratta di uno stabile nato come una scuola di campagna e nel tempo è stato utilizzato come sede di gruppi informali e collettivi, poi dimenticato e abbandonato all’incuria. Nel 2005, l’associazione Demetra, in accordo col Comune di Terni, vi ha stabilito la sua sede. L’edificio, rilevato in uno stato di abbandono durato più di trent’ anni, è stato completamente bonificato con il lavoro volontario dei giovani dell’associazione».

La risposta al consigliere «Sarà di certo a conoscenza del progetto ‘Nutrimenti’ – scrivono ancora a Melasecche – a cavallo tra cultura e politiche giovanili, che si propone di creare un sistema integrato di emersione, sostegno, accompagnamento, sviluppo e promozione della creatività dei ragazzi in tutte le sue forme.  Parla inoltre, consigliere, di un finanziamento cospicuo che avremmo dovuto ottenere per ristrutturare il complesso e si chiede come siano stati impiegati questi soldi. La informiamo che ad oggi – ecco le frecciate a Palazzo Spada – il Centro di Palmetta non ha mai ricevuto quel finanziamento e anche noi, come lei, non sappiamo a cosa quei soldi siano stati destinati. Vinciamo bandi grazie alla nostra capacità progettuale, competenza, passione e grado di inventiva, quindi non graviamo in alcun modo, sulle finanze del Comune di Terni, anzi le facciamo presente, inoltre, che, negli ultimi tempi la nostra associazione non ha più ricevuto il contributo previsto dalla convenzione per la gestione dei centri giovanili. Anche di questi soldi non sappiamo nulla».

I volontari «Siamo pronti per un confronto aperto sulle politiche giovanili della nostra città. Ci pare evidente la mancanza non solo di una visione nell’ambito, ma anche di una cultura ed osservazione delle buone pratiche in atto in altre città». Con sarcasmo, da Palmetta l’associazione risponde poi così a Melasecche quando definisce i giovani volontari ‘figli d’arte della sinistra bulimica’: Elisa, figlia di tecnico informatico (deceduto) e casalinga; Barbara, figlia di operaio Ast (ora pensionato) e segretaria; Caterina, figlia di ingegnere dirigente e insegnante (ora pensionati); Luisa, figlia di tecnico Telecom e ausiliaria (ora pensionati); Valentina, figlia di ispettore ex Ispesl (pensionato) e insegnante (deceduta); Francesca, figlia di due professori (ora pensionati); Alessandro, figlio di tabaccai (ora pensionati); Manfredo, figlio di ingegnere e professoressa; Marco, figlio di ausiliaria.

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