di Massimo Colonna
«Il mercato comunale è lasciato all’abbandono: non esistono progetti comunali per valorizzare le attività e i prodotti, come invece era stato annunciato dall’amministrazione al momento dello spostamento da piazza del Mercato. Di fatto, si è trattato di un mero trasloco di stand, senza alcuna visione di sviluppo». Conferenza stampa all’ingresso del mercato sabato mattina per i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle. Oggetto: le politiche comunali per lo sviluppo di questa parte della città. «Abbiamo presentato tre atti in Comune. Ma finora nessuna risposta». Intanto la struttura soffre: anche il bar ha chiuso e i commercianti lamentano l’assenza di aiuti pubblici.
Grillini al mercato «Quando il mercato comunale è stato spostato – spiega Thomas De Luca, consigliere comunale grillino insieme ai colleghi Angelica Trenta, Federico Pasculli e Valentina Pococacio – uno degli annunci dell’amministrazione era stato inserire il trasferimento in un contesto di attività che avrebbero rilanciato sia il commercio sia i prodotti tipici locali. Niente di tutto questo si è poi concretizzato. Ad oggi il passaggio da piazza del Mercato a largo Manni è solo un semplice trasloco».
Il marchio De.Co. «Da tempo stiamo sensibilizzando il Comune – spiega la Pococacio – con tre iniziative: la prima è quella che riguarda il marchio De.Co., denominazione comunale, che esalterebbe alcuni prodotti locali, tipo le ciriole alla ternana, i carbonaretti di Piediluco e tanti altri, conferendo un marchio spendibile a livello di marketing. Un percorso anche snello a livello amministrativo perché da attuare a livello comunale, quindi attraverso una semplice delibera. L’atto è presentato ma deve ancora essere inserito all’ordine del giorno del consiglio».
Banco della Terra «Il secondo atto riguarda il progetto Banco della Terra, presentato addirittura dal Partito democratico stesso in Regione. Permette di censire i terreni agricoli da inserire in un database che da il là poi alla richiesta di fondi del Piano di sviluppo rurale. L’atto è fermo da nove mesi in terza commissione. Per questo – spiega De Luca – ho scritto al presidente (Sandro Piermatti, ndr) per averne notizie».
Distretto solidale urbano «L’altro atto – spiega Pasculli – è quello del Distretto solidale urbano: l’obiettivo è inserire il mercato in attività che riguardano la terra e i mestieri, in modo da attirare qui in centro anche i turisti della cascata delle Marmore o della Valnerina. Si tratterebbe di creare una porta dell’Umbria qui a Terni».
I commercianti protestano «Se il Comune ci aiuta con gli eventi? Macchè. L’unico evento che c’è stato ce lo siamo organizzati da soli: abbiamo chiamato una banda musicale e diversi artigiani, organizzando una specie di altro mercatino all’interno del mercato». Antonio Loreti è da generazioni «macellaio del mercato di Terni». «Quando abbiamo visto così tanta gente a quell’evento – spiega – ci siamo detti: ma allora qui le cose possono funzionare? E allora abbiamo chiesto al Comune di darci una mano. Ma niente, non ci sono arrivate risposte. Solo qualche progetto vago, così, ‘facciamo, vediamo, proviamo’. Poi niente. La verità è che qui, quando abbiamo traslocato, dovevano venirci due strutture nuove con attività diverse da quelle del mercato. Così ci aveva detto l’amministrazione. Poi però non se n’è fatto più nulla. E tutto è lasciato così. Il Comune pulisce, per carità qui è sempre tutto pulito. Però di eventi zero». Intanto ha chiuso anche il bar del mercato. Sui 24 box della struttura ad oggi 10 sono inattivi.
