di Marta Rosati

Il consigliere di Terni civica Michele Rossi porta nuovamente in aula il caso del sorgente palazzo in piazza Paul Harris che ormai da mesi fa discutere. A guardare il render del progetto secondo l’ultima richiesta di variante trasmessa a Palazzo Spada a fine 2018, ecco che spunta il nome di un noto architetto ternano: si tratta di Alessio Patalocco. Per la realizzazione di ‘Opera contemporanea’, edificio residenziale di tre piani, ha lavorato gomito a gomito con l’ingegnere Marco Iapadre, mentre l’ingegnere Andrea Trabattoni si è occupato del progetto strutturale. Quella struttura, nel bel mezzo di piazza Paul Harris, tra l’anfiteatro romano e il duomo, a molti sembra un vero pugno nell’occhio: il 7 febbraio previsto un summit tra Palazzo Spada, costruttore e Soprintendenza.

Opera contemporanea di Iapadre e Patalocco «Rivestito di superfici a diverso grado di riflessione – si legge in una breve descrizione dei progettisti -, risente della luce ambientale. Sarà dunque mutevole e inevitabilmente adattabile al colore del contesto. Del lato ovest dell’edificio invece: Si apre come un sipario l’acciaio inox impiegato e scopre la visuale sull’anfiteatro e sui giardini pubblici de La Passeggiata garantendo l’imperscrutabilità degli spazi interni. La riflessione del contesto su questa facciata stabilisce un nuovo rapporto con la storia del luogo. L’inox diventa superficie parlante, specchio della storia antica». Quella storia antica che vive nell’anfiteatro e che la nuova giunta teme di deturpare con l’ok alla costruzione (approvata dalla passata giunta), già piuttosto avanzata. Per questa ragione l’assessore Melasecche ha chiesto alla Soprintendenza di apporre il vincolo indiretto su immobili de centro storico della città. In prima commissione sono diversi a nutrire dubbi, è innegabile che i progettisti abbiano osato e viene da pensare che Patalocco ormai lavori in modo volutamente stravagante per far parlare di sé. Da piazza Batman (la n uova piazza dell’Olmo), alla ciambella biancorossa, ci mancava solo ‘la nuova sede degli Avengers’ come a Rossi piace definirla.

Melasecche «Ci sono valutazioni di tipo politico e valutazioni di tipo tecnico – ha detto Melasecche rispondendo al consigliere Rossi -. In merito a quelle politiche ribadisco le mie perplessità per il progetto di variante richiesto. Ritengo che la nostra città per la storia che la contraddistingue, possiede un contesto storico bellissimo, debba mantenere tutte le civiltà che si sono succedute nel territorio. Ho ritenuto di richiedere vincoli alla Soprintendenza ma la verità è che le logiche ministeriali cambiano in funzione di chi si interessa del territorio. Le persone spesso non sono del luogo e non hanno presenza fisica continua e gli episodi di cui parliamo mostrano che non c’è un rapporto continuo. Nel corso del tempo si sono venute ad istaurare relazioni differenti con diversi sopraintendenti e questo può portare a delle sfasature. Nel caso specifico queste sono evidenti. Una edificazione di tre piani in quella zona per me è sbagliata. Tutta la  creazione della piazza è infelice. È un luogo poco frequentato, la manutenzione è a carico del privato, ma non ha mai preso piede malgrado la bellezza della stessa. Non essendo stata chiusa la notte o circondata da cancelli – prosegue l’assessore – la piazza è stata oggetto di vandalismo sfrenato. Il prg consentiva certe cubature e il progetto era previsto. Il mio timore è la realizzazione di una costruzione troppo contemporanea che non risponde alle caratteristiche della zona. A breve – il 7 febbraio – ci sarà un nuovo incontro in Soprintendenza con l’impresa e con i progettisti. La nostra intenzione è quella di far rispettare le vestigia storiche del luogo. Ora sentiremo anche i tecnici che potranno approfondire la questione».

@martarosati28

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