di M.To.
Due. E tutti e due sono oggetto di polemiche. Tanto per non far torto a nessuno. Sono gli svincoli della superstrada che gira intorno alla città e che, per un verso o per l’altro, fanno discutere.
Terni Est Quello che conduce alla ormai tristemente nota galleria ‘Tescino’ è incompleto e, soprattutto, non è mai stata realizzata quella bretella di collegamento con la Tk-Ast che, denunciano gli ambientalisti, «eviterebbe l’attraversamento di zone densamente abitate della città di circa 500 camion al giorno».
I tempi E pensare che nella conferenza dei servizi dell’8 novembre del 2000 – più di tredici anni fa – che dette il benestare proprio alla realizzazione della ‘galleria dei veleni’, i rappresentanti del Comune di Terni (gli allora assessori Stefano Bufi e Giuseppe Boccolini, oltre al dirigente Maurizio Galli) avevano evidenziato «la necessità di realizzare il collegamento con l’Ast».
I costi Per fare quella bretella di collegamento, ha detto recentemente l’assessore Luigi Bencivenga, «ci vuole circa un milione e mezzo di euro e abbiamo chiesto di inserire l’opera nella programmazione regionale». La Tk-Ast, in passato, aveva manifestato la volontà di metterci un bel po’ di soldi suoi. Ma intanto i Tir intasano, e inquinano, la zona Est della città e non solo.
Terni Ovest-Nord L’altro svincolo della superstrada è, da anni, al buio e, alla fine di uno stucchevole rimpallo di responsabilità a dicembre si era arrivati a capire perché e chi doveva intervenire: ma le luci sono ancora spente. Ora l’Anas prova a ‘dare una scossa’ e dicem in poche parole, «noi mettiamo un po’ di soldi, ma se non fate tutto entro l’anno ce li riprendiamo».
L’Anas Il capo compartimento, l’ingegner Raffaele Spota, in una lettera inviata il 17 febbraio scorso al Comune di Terni, scrive che «pur non avendo alcun obbligo, abbiamo provveduto a finanziare parte dell’esecuzione dei lavori di sostituzione delle torri faro»: poco meno di 24 mila euro, ma meglio di niente.
Entro l’anno L’Anas, infatti, dice anche che «l’impegno economico è inserito nell’esercizio 2014 e, pertanto, qualora i lavori non venissero completati e collaudati entro il corrente anno non potranno essere liquidati o rifinanziati». Alla fine dell’anno mancano dieci mesi.
