Leopoldo DI Girolamo, sindaco di Terni

di Massimo Colonna

Sono ore calde per il sindaco Leopoldo Di Girolamo che dovrà a breve decidere su chi andrà a sostituire Cristhia Falchetti Ballerani, che ha dato le dimissioni mercoledì mattina lasciando l’esecutivo senza un pezzo. A questo punto infatti manca il numero legale stabilito dalla legge, visto che il numero minimo degli assessori consentiti era proprio quello di sei, raggiunto dopo gli ultimi tagli del sindaco. In cinque dunque l’attività della giunta si blocca formalmente e allora ecco che il primo cittadino dovrà stringere sul nome nuovo, anche perché a pressare c’è il piano pluriennale di riequilibrio, ossia le sfide legate al predissesto. Che di sicuro sarà una donna, secondo la norma sulle quote rosa.

Il primo passo Per la scelta del sindaco saranno decisive le prossime quarantotto ore: la legge intatti impone decisioni rapide visto che di fatto al momento la giunta non può più firmare atti. E in una fase in cui l’esecutivo è chiamato ad un surplus di lavoro con diverse questioni aperte proprio in questi giorni, un momento di stand by non è certo il massimo per l’incisività dell’azione amministrativa. Così intanto il sindaco ha preso in suo carico le deleghe lasciate dalla Ballerani, ossia Affari generali, Servizi demografici e statistici, Semplificazione amministrativa, Innovazione della pubblica amministrazione, Ict, Smart City, Cultura e servizi culturali, Agenda urbana, Città del cinema,  Commercio, Artigianato, Marketing territoriale, Fiere.

Cosa succede Deleghe che resteranno solo momentaneamente sulla scrivania del primo cittadino. «Ho momentaneamente assunto le deleghe della Ballerani – ha spiegato Di Girolamo in un comunicato – ma si tratta comunque di una soluzione temporanea. Nei prossimi giorni nominerò un nuovo assessore e vedremo una assegnazione  delle deleghe in base a competenze e attività da svolgere». Di sicuro il nome sarà quello di una donna, visto che le norme sulle quote rosa impongono una rappresentanza femminile in percentuale. Al momento l’altra donna in giunta è il vicesindaco Francesca Malafoglia. Resta da capire quale sarà l’intenzione del primo cittadino: se attingere dal consiglio comunale, se dal mondo della politica extra Palazzo Spada, se dal mondo professionale. Al momento le indicazioni portano dritti alla politica. Anche perché lo stesso Di Girolamo al momento del taglio dei quattro assessori tecnici, aveva spiegato di aver fatto quella scelta anche perché spinto dalla volontà di puntare su un profilo più politico possibile per le scelte della giunta.

@tulhaidetto

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