di Francesca Mancosu

Forse 15 giorni, forse un mese. Tanto si dovrà attendere per l’atteso voto sul nuovo regolamento del consiglio comunale proposto nel corso della seduta del 28 gennaio dal presidente Giorgio Finocchio. Tanti articoli, oltre 80, fra i quali saltano all’occhio alcune questioni particolarmente care ai cittadini, come le norme sulla corresponsione del gettone di presenza e dei rimborsi spese o la pubblicità della situazione patrimoniale dei consiglieri, oggetto di vari atti d’indirizzo e interrogazioni nei mesi scorsi.

Gettoni di presenza Tra i punti più discussi, il vituperato “gettone di presenza” per la partecipazione alle sedute del consiglio comunale e delle commissioni, il cui ammontare è fermo a 91.11 euro a seduta, secondo quanto previsto da una legge dello stato italiano (il TUEL 267/00). Il che equivale, al netto delle tasse, ad un compenso di circa 400-500 euro al mese per ogni consigliere. Il nuovo regolamento servirebbe ad evitare le presenze di pochi minuti – giusto il tempo di incassare il gettone – e inserirebbe dei livelli temporali di verifica, pari al 50% per le commissioni e al 70% per il consiglio. Un tempo minimo di presenza, come richiesto anche da Carlo Orsini (Gruppo Misto), che si concretizzi in «un impegno reale, anche nel far cominciare in orario il consiglio comunale, o al massimo entro un’ora da quanto fissato nell’ordine del giorno».

Rimborsi spese e patrimoni Altro punto dolente è il rimborso spese dei consiglieri “fuori sede”, più volte oggetto di dichiarazioni a dir poco controverse. Anche in questo caso, ci si è richiamati a norme statali, che prevedono un rimborso per i viaggi fatti «con il mezzo economicamente più vantaggioso». Secondo Enrico Melasecche (Udc), l’attuale norma che concede i rimborsi in base al certificato di residenza non va bene, «occorre un’autodichiarazione unita al certificato, che dichiari l’effettiva residenza». Ma al centro degli interessi dei consiglieri c’è anche la famiglia. Attenzione, quindi, al conflitto d’interessi nel caso di delibere che coinvolgano consorti e parenti fino al quarto grado, ma anche i propri datori di lavoro, come suggerito da Valdimiro Orsini (Pd). E attenzione anche alla propria situazione patrimoniale, che dovrà essere resa pubblica, sulla scia di quanto fatto da sei assessori comunali (Bartolini, Bucari, Fabrini, Guerra, Malatesta, Piermatti) e dal vicesindaco Paci lo scorso settembre, le cui dichiarazioni dei redditi figurano sul sito del Comune.

La partecipazione dei cittadini La parola d’ordine, quindi, è trasparenza. Soprattutto verso i cittadini che, in caso di approvazione del regolamento proposto, saranno chiamati ad intervenire nella gestione della cosa pubblica con la partecipazione ad uno speciale calendario di incontri e a consultare i verbali elettronici delle sedute consiliari, scaricabili dal sito del Comune. A questo punto, non resta che attendere la votazione. Sperando che sia la volta buona.

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