La galleria dei veleni

di Marco Torricelli

Il dubbio c’era. Ma sembrava davvero impossibile crederci: «La galleria (l’ormai tristemente famosa ‘galleria dei veleni’ Tescino; ndr) ha mai ottenuto l’assenso dell’ex direzione qualità della vita del ministero dell’ambiente?».

La domanda A porsi e a porre l’interrogativo erano state, poco più di un mese fa due associazioni ambientaliste, Italia Nostra e il Wwf: «A inizio febbraio – ricorda Andrea Liberati, di Italia Nostra – sollevammo il problema del possibile mancato coinvolgimento del ministero dell’ambiente, dal quale abbiamo ricevuto una nota chiarificatrice non solo su questo punto, ma anche sulle responsabilità relative alle autorizzazioni dell’opera».

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Il ministero La risposta del ministero dell’ambiente è agghiacciante: «La documentazione richiesta non risulta agli atti di questo ufficio – scrive la dirigente Annaclaudia Servillo – e a tal proposito si chiarisce che, la ex direzione qualita della vita è venuta a conoscenza dei lavori di realizzazione del nuovo tracciato stradale Terni-Rieti, solo in seguito ad un’attività di sopralluogo sull’area in questione e che la Regione Umbria si e occupata dell’iter autorizzativo».

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La discarica Il ministero, insomma, non avrebbe mai saputo che il tunnel – che Alessandro Ridolfi, che aveva raccontato la sua storia a Umbria24, accusa di essere la causa della grave malattia che lo ha colpito dopo aver lavorato alla sua realizzazione – sarebbe stato scavato sotto una discarica potenzialmente pericolosa.

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Il percolato La Tk-Ast, intanto, starebbe cercando di accelerare le procedure che dovrebbero permetterle di smaltire il percolato della galleria nell’impianto interno Dorr-Oliver, anziché fuori. Ma al momento a questa richiesta non sarebbe stata data una risposta affermativa. Il percolato stesso, intanto, non finisce più nella discarica di Orvieto, ma in quella di Chiusi. Altre questioni, pare, sulle quale la magistratura avrebbe concentrato la sua attenzione.