Borgo Rivo

Umbria24 in vista delle elezioni amministrative del 10 giugno 2018 propone alcuni approfondimenti sulle aree più popolose di Terni, dando voce e spazio alle richieste delle comunità. Un viaggio tra vialoni della città e giardini pubblici, per tentare di scattare una fotografia nitida delle necessità dei residenti e consegnarla agli otto candidati sindaco e ai 376 aspiranti consiglieri comunali, tutti in corsa per il governo di Terni. 

di Massimo Colonna

«L’altro giorno mia madre si è sentita male e l’ambulanza è arrivata dopo diverso tempo. Quando ho chiesto all’operatore come mai, ha allargato le braccia: ‘Siamo dall’altra parte della città’». Una situazione emblematica di come la zona di Borgo Rivo e Gabelletta sia ormai da considerarsi una ‘città nella città’. Lo era già, con i suoi oltre trentamila abitanti, all’epoca delle circoscrizioni, quando il presidente della quarta, la Colleluna, era considerato quasi un sindaco a livello amministrativo. E prima della crisi immobiliare in questa parte di città si è costruito a dismisura: oggi non è difficile trovare un palazzo le cui finestre danno direttamente dentro la finestra di quello di fronte.

I problemi Una urbanizzazione fortissima quindi a cui però non ha fatto seguito uno sviluppo altrettanto celere delle infrastrutture e dei servizi. «Sono state realizzate molte nuove costruzioni – spiega Daniele, 37 anni, impiegato commerciale che abita a Gabelletta – in particolare nelle vie secondarie. Ma questo ha portato a diversi problemi, tra cui quello dei parcheggi, di fatto molto meno rispetto alle esigenze. E poi c’è la questione della velocità delle auto: lungo via Gabelletta servirebbero più controlli». Degli autovelox fissi ci sono, ma spesso sono spenti. E tra poco arrivano le elezioni. «Al nuovo sindaco – prosegue Daniele – vorrei chiedere di aumentare i controlli ambientali in particolare per l’acciaieria, di abbandonare una volta per tutte l’incenerimento dei rifiuti e di sviluppare il settore turismo.

Guardare più a Roma «Al prossimo sindaco – spiega Riccardo, agente assicurativo di 43 anni – vorrei chiedere di girare a piedi per i quartieri della città per vedere come sono ridotti i marciapiedi, per vedere la sporcizia dove dovrebbero giocare i nostri bambini, tra immondizia, parcheggi selvaggi, muri di cemento e parchi pubblici degradati. E poi di aiutare i ternani a uscire dall’apatia e dalla rassegnazione: la città dell’acciaio è anche la città dell’arte relegata nelle cantine, della cultura nascosta. E infine di allargare i confini naturali della Conca, guardando più a Roma che a Perugia. Il lavoro a Terni non è soltanto acciaieria o servizio pubblico: bisognerebbe aiutare le piccole e le piccolissime imprese che operano nell’artigianato, nel terziario e nei servizi».

Punto di pronto soccorso E se è vero che Terni Nord è un po’ la ‘Terni Due’, ecco che il primo servizio che dovrebbe essere pensato è quello del Pronto Soccorso: al momento da Gabelletta per arrivare all’ospedale, o viceversa per i mezzi di soccorso, bisogna attraversare tutta la città. «La mole di traffico è in continuo aumento – spiega Giorgia, psicologa di 30 anni – e sarebbe opportuno finire quanto prime le strade che sono state iniziate, come la Gabelletta-Maratta. Poi io dico che bisogna dire definitivamente stop agli inceneritori, mentre servirebbe un servizio migliore per la manutenzione delle zone verdi, che è vero ci sono numerose ma spesso sono inutilizzabili per via della mancata cura. In più serve anche un punto di Pronto soccorso: l’altro giorno mia madre si è sentita male e l’ambulanza, dall’ospedale, ha impiegato  oltre venti minuti per arrivare. Ci fosse invece anche soltanto un punto ambulanze da queste parti, sarebbe meno pericoloso per tutti».

@tulhaidetto

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