di Francesca Mancosu
La fontana di piazza Tacito, senza il ‘pennone’, chiusa a causa della vetustà dell’impianto idraulico, con i meravigliosi mosaici di Cagli ormai irriconoscibili e, insomma, davvero brutta da vedere, è da tempo al centro di polemiche roventi. Adesso, alle tante proposte lanciate per il suo recupero, se ne aggiunge un’altra. Destinata a far discutere.
«Spostiamola» La singolare proposta arriva dall’architetto Paolo Leonelli, a margine della conferenza ‘L’architetto Mario Ridolfi e le sue opere a Terni’, organizzata dall’associazione culturale ‘Terni Racconta’, venerdì 14 giugno: «Credo che sarebbe ora di restituire alla città la fontana di piazza Tacito e di ricostruirla così com’era. Ma io la sposterei dalla parte opposta e la sopraeleverei».
Un concorso di idee La proposta espressa da Leonelli, insignito quest’anno del premio ‘Apulia Marble Awards 2013’ per il progetto di restauro della Piazza Inferiore della Basilica di San Francesco, ha una motivazione chiara: «Quando Mario Ridolfi (nel 1933; ndr) concepì la fontana, nella piazza transitavano solo persone e carrozze. Con il traffico che c’è oggi, e il parcheggio sottostante, s’impone un radicale cambio di visione». La soluzione, secondo l’architetto ternano, starebbe nell’indizione di un concorso di idee per la risistemazione della piazza «aperto a tutti, non solo a professionisti ma pure ai semplici cittadini».
Sopraelevata Ma poi rivela di avere già una sua soluzione, per quanto utopistica possa sembrare: «Io desasserei la fontana e la ricostruirei là dove un tempo sorgeva il Caffé Principe. La farei sopraelevata, e la circonderei di statue e panchine. Così la piazza tornerebbe ad essere un luogo di aggregazione, un posto dove ritrovarsi e godersi il fresco là sera, non un parcheggio com’è adesso». L’intenzione espressa da Leonelli è di mantenere comunque la strategicità della piazza come asse viaria, magari ripristinando la rotatoria di un tempo ed affiancandola ad un passaggio pedonale. Insomma, ripensare completamente lo spazio, rendendolo un po’ più somigliante a quello ritratto dalle cartoline e delle foto d’epoca che ci rimandano a un tempo ben diverso.
Il progetto originale L’attuale sistemazione di piazza Tacito si deve ad un progetto degli architetti Mario Ridolfi e Mario Fagiolo, vincitori, nel 1932, di un bando di concorso nazionale. La fontana, che andava a sostitursi al vecchio monumento ai caduti (oggi in piazza Briccialdi, davanti ai giardini de ‘La Passeggiata’), fu decorata da Corrado Cagli con formelle di vetro raffiguranti i dodici segni zodiacali – a simboleggiare l’abbondanza delle acque – nel catino più grande e con un altissimo pennone metallico rivestito di acciaio inossidabile. Distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, la fontana fu poi ricostruita solo nel 1961.

Ho timore faccia la fine del teatro Verdi, non c’è la fanno a manutenerla figuriamoci a riprogettarla oltretutto ne perderebbe il simbolo, riprogettarla significa perdere tempo e soldi
Per questa povera città basterebbe fare poche cose ma farle, In questo momento accantonerei progetti faraonici, stiamo con i piedi perterra
Geniale!!!