Un trattamento conservativo per ‘salvare’ fegato e milza, evitandone l’asportazione a seguito di traumi addominali particolarmente gravi. Il protocollo, basato sulla ‘monitorizzazione’, viene applicato anche all’ospedale di Terni: 14 in totale i pazienti trattati con successo fino ad oggi.
Il protocollo diagnostico-terapeutico viene applicato nella struttura dipartimentale di chirurgia d’urgenza dell’azienda ospedaliera di Terni, coordinata dal dottor Valerio Mecarelli. Importanti i benefici riscontrati dai pazienti, soprattutto quelli più giovani, in termini di salute e qualità della vita. «I casi più recenti – spiega il dottor Mecarelli – riguardano due uomini di 32 e 42 anni che in due diversi incidenti stradali hanno riportato una lesione della milza con emorragia di un vaso splenico e una frattura ossea ed ematoma della milza. Fino a due anni fa – spiega il responsabile, che è anche delegato per l’Umbria della Società di chirurgia d’urgenza e del trauma – entrambi avrebbero subito l’asportazione della milza, evento che espone i pazienti ad immunodepressione e a possibilità di contrarre infezioni prevalentemente polmonari. Ora noi cerchiamo di evitare tutto ciò attraverso un trattamento conservativo basato sulla monitorizzazione».
Risultati positivi Il protocollo si basa sull’utilizzo di importanti metodi diagnostici come l’ecografia con contrasto, l’angiotac e sulla collaborazione dei radiologi interventisti che riescono a chiudere i vasi sanguinanti, evitando così l’intervento chirurgico. A Terni in circa due anni sono stati trattati quattordici pazienti: sei con trauma epatico e otto con trauma splenico. In tutti i casi, i controlli compiuti a distanza di diversi giorni hanno evidenziato la risoluzione positiva del quadro clinico.
