di Marco Torricelli
Per l’Asm di Terni, la produzione del Css, il contestato ‘combustibile solido secondario’, «non è una delle cose che, in prospettiva futura, si considerano indispensabili». A dirlo è stato il presidente, dell’azienda, Carlo Ottone, nel corso di un’assemblea organizzata sabato dal ‘comitato No inceneritori’.
Gli obiettivi Quello a cui punta Asm, ha spiegato Carlo Ottone, «è un modello nuovo di organizzazione e gestione complessiva del sistema». Non solo attraverso l’estensione della raccolta differenziata a tutta la provincia, ma con un modello che prevede di combinare la produzione di energia da fonti rinnovabili con l’uso efficiente dell’energia stessa, attraverso un innovativo sistema di gestione digitale della rete di distribuzione». Un processo ‘virtuoso’, che «ci permetterà di andare nella direzione dell’abbandono di materie prime, per la produzione dell’energia, che siano fonte di allarme per i cittadini».
Il comitato esulta «Apprendiamo con piacere, da una fonte autorevole come il presidente Ottone, che Asm è orientata verso la chiusura del ciclo dei rifiuti – dice Fabio Neri, del ‘comitato No inceneritori’ – escludendo la produzione del Css dal residuo secco dell’indifferenziato». Neri ricorda che «fin dall’approvazione del piano d’ambito, nell’agosto 2012, il comitato si è opposto al Css» e anche la polemica fatta nei confronti dell’amministrazione comunale «perché mentre si chiudeva la porta, con il sindaco che annunciava la fine dell’incenerimento dei rifiuti, questi rientravano dalla finestra proprio attraverso il Css e senza obbligo di contratti tra produttore e impianto di incenerimento, di fatto annullando le enunciazioni pubbliche». A questo punto, dice ancora il portavoce del comitato, «non resta che capire quale sia la posizione ufficiale dell’amministrazione regionale e di quella comunale, che di fatto rimane l’azionista unico di Asm».
Il progetto Finesce Qualcosa in più si potrà capire già martedì, quando verrà presentato il progetto Finesce (Future internet smart utility service): «Un progetto europeo, di grande valenza – spiega Carlo Ottone – al quale Asm è stata ammessa a partecipare e che rappresenterà l’autentico punto di svolta nella gestione complessiva della produzione e della distribuzione dell’energia elettrica, potendo sfruttare il fatto che quella di Terni è una delle pochissime reti di distribuzione, in Italia, ancora di proprietà pubblica».
Porta a porta Nella stessa assemblea, alla quale ha preso parte la presidente della circoscrizione Nord, Marina Malafoglia «si è costituito un tavolo cittadino per la sperimentazione della raccolta ‘porta a porta, in una zona di borgo Rivo – dice ancora Neri – che dovrà raggiungere massime percentuali di raccolta e che sia di esempio per tutta la città». È stata scelta «un’area complessa, con edifici a più piani, proprio per poter dimostrare che con il controllo dal basso e la gestione partecipata è possibile raggiungere obbiettivi importanti. Ora aspettiamo la convocazione pubblica di questo tavolo per dare inizio alla sperimentazione».
