di Massimo Colonna
Arrivano i risultati del tavolo partecipativo avviato dall’amministrazione comunale in vista della riorganizzazione del servizio di refezione scolastica. La giunta ha pubblicato il report relativo al lavoro di confronto avviato il 24 marzo scorso relativo a tre temi: l’organizzazione del servizio mense, i criteri per l’elaborazione del capitolato d’appalto, la nuova carta dei servizi. Diverse le proposte poste sul tavolo dai rappresentanti delle varie parti sociali che hanno preso parte all’iniziativa. «Ora il documento – spiega il vicesindaco Francesca Malafoglia – diventa lo strumento di indirizzo politico su cui si imposterà la riorganizzazione dei servizi di refezione».
Chi ha preso parte Al tavolo erano presenti i dirigenti scolastici Elisabetta Mascio, della direzione didattica della scuola Mazzini, M. Guerrini, della Don Milani, Tiziana Angelelli, dell’istituto Marconi. Per i sindacati Giorgio Lucci, Cgil, Lucia Diamanti e Maurizio Egidi della Cisl. Per i genitori Marta Frittella, Patrizia Marinelli, Cristina Feliziani, Roberta Brilli, Romina Parrinello. Per l’associazione consumatori Franco Todaro di Federconsumatori, mentre per il Comune i dirigenti Farinelli, Moscatelli, Mazzoli e Banconi.
Parla il vicesindaco «Il workshop – ha spiegato il vicesindaco Francesca Malafoglia a commento del report – si è dimostrato uno strumento fondamentale per l’ascolto, il confronto e l’approfondimento. Siamo molto orgogliosi per l’esito più che positivo del percorso, che si è caratterizzato per la ricchezza delle proposte e l’apporto di contributi validi ed efficaci. Il documento, di importanza strategica sia per la valenza partecipativa sia per gli impegni assunti, diventa lo strumento di indirizzo politico sulla base del quale si imposterà la riorganizzazione dei servizi di refezione. Sarà fatto proprio dalla giunta comunale e costituirà base del confronto dentro la commissione consiliare. Il percorso partecipativo, comunque resta aperto. Seguiranno infatti altre fasi nelle quali sempre secondo le modalità partecipative istituite, ci si confronterà più dettagliatamente sul testo del capitolato d’appalto».
Le proposte Il lavoro si è articolato in 4 fasi distinte, in cui i partecipanti hanno approfondito criticità dell’attuazione del modello organizzativo, gli elementi di qualità del servizio, le esperienze regionali e nazionali da prendere come riferimento e le proposte da avanzare all’amministrazione. Per quanto riguarda le criticità, tra gli altri punti, sono emersi quelli relativi alla «cifra del 10 per cento di trasportato considerata anche troppo alta, la qualità non sempre alta delle derrate alimentari, l’uso di stoviglie monouso in plastica (in qualche caso), la scarsa qualità dei pasti trasportati, troppi rifiuti prodotti (stoviglie di plastica), mancata educazione alimentare, ambiente malsano nel centro unico di cottura, scarso gradimento del cibo da parte degli utenti».
Bologna e Carrara Tra le proposte di livello nazionale da prendere in considerazione sono emerse quelle dei Comuni di Bologna e Carrara, mentre tra gli elementi che possono aumentare la qualità ecco «il personale professionalmente adeguato, la qualità del cibo distribuito/prodotti alimentari, ambiente adeguato sia come struttura sia come pulizia, controllo qualità organolettica degli ingredienti e del cucinato, utilizzo di prodotti a ridotto impatto ambientale».
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