di Massimo Colonna
«Terni è una delle città più sicure d’Italia. Ce lo dicono i dati del ministero. Ma non bisogna mai abbassare l’attenzione. Ecco il motivo di questo patto». Così il sottosegretario al ministero dell’Interno Gianpiero Bocci ha aperto la cerimonia in prefettura che ha sancito la nascita del ‘Patto per Terni sicura’. Un accordo interistituzionale teso ad accrescere la sinergia tra prefettura, Regione, Provincia e Comune in vista dell’innalzamento del livello di sicurezza urbana e della vivibilità dei cittadini.
L’accordo Subito pronti 40 mila euro messi in campo dalla Regione, rappresentata dall’assessore alla Sicurezza Fabio Paparelli. In più, sempre da palazzo Cesaroni, ecco tre automobili donate alla polizia di Stato di terni. Nel patto siglato da Paparelli, dal sottosegretario Bocci, dal prefetto Gianfelice Bellesini e dal sindaco di Terni, nonché presidente della Provincia, Leopoldo Di Girolamo, si definiscono azioni di maggiore controllo sul territorio in particolare nei riguardi di siti o fasce sociali considerati più a rischio. Tra i meccanismi da potenziare, il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, il miglioramento dell’illuminazione pubblica e la manutenzione delle aree verdi, il contrasto alla criminalità economica, all’abusivismo commerciale ed al lavoro nero. Previste anche azioni su sicurezza stradale e di lotta alle dipendenze.
Il prefetto «Con la firma del patto – ha commentato il prefetto Bellesini – si dà veste formale e vincolante ad una stringente collaborazione che è già nei fatti da tempo e sta dando positivi risultati sul piano del miglioramento delle condizioni di sicurezza del territorio. L’idea forte del Patto è che la gestione della sicurezza urbana non può essere delegata ad un solo soggetto ma richiede uno sforzo corale in cui l’apporto di ciascuno possa trovare forza ulteriore e valore aggiunto attraverso la condivisione e l’integrazione delle azioni di Stato, Regione ed Enti locali». Il prefetto ha poi anche commentato la recente operazione Milot della polizia: «L’indagine coordinata dalla procura (presente alla cerimonia anche il procuratore capo Cesare Martellino, ndr) e i conseguenti arresti rappresentano un risultato importante nell’azione di contrasto della criminalità predatoria e sicuramente infonderanno ulteriore fiducia e sicurezza nella comunità locale».
Le informazioni «L’obiettivo – ha spiegato l’assessore Paparelli – è migliorare la conoscenza dei fenomeni che incidono sulla sicurezza dei cittadini del territorio di Terni, attraverso uno scambio integrato di informazioni che permetta il reperimento, il monitoraggio e l’analisi dei dati, il miglioramento della collaborazione operativa dei servizi di vigilanza e controllo sul territorio». Secondo il sindaco Di Girolamo, «si tratta di uno strumento che eleverà gli standard della qualità della vita. L’eccellente cooperazione istituzionale ha già fornito risultati positivi sul versante della sicurezza e, grazie all’apporto di ulteriori risorse locali e nazionali, di nuovi strumenti e, in particolare, grazie all’impegno costante delle Forze dell’Ordine, riusciremo a migliorare il livello della sicurezza, sia essa percepita che oggettiva».
Terni città sicura «Terni è una città che ha già un buon margine di sicurezza, ma per la quale si può fare ancora di più. Terni è sicuramente una delle città più sicure d’Italia ma, come accade anche altrove, sta vivendo la piaga dei furti in abitazione, un fenomeno grave che colpisce profondamente le vittime». Per quanto riguarda le infiltrazioni mafiose, Bocci ha sottolineato come «l’Umbria è una regione dove è difficile per tutti venire a consumare reati mafiosi di ogni tipo e questo anche grazie ad un tessuto sociale e civile che ancora tiene».

..minimizzare è un grave errore e si capisce poco a cosa servano 40.000 euro e tre auto.I dati del ministero ci dicono che il fenomeno dei furti in casa è preoccupante e che non conosce confini (dal centro città ai comuni periferici dalle piccole frazioni montane alle case isolate).Cosa significhi un furto tra le mura domestiche, cosa significhi vivere una esperienza che viola la propria intimità al di là del danno matrriale non dovrebbe essere difficile capirlo e le parole rassicuranti di un sottosegretario o di un assessore oltre a non servire a niente danno pure fastidio.