Un bambino a scuola (foto Troccoli)

di Massimo Colonna

Non solo le quattro mense destinate alla chiusura, ma anche una riorganizzazione dei turni degli insegnanti, l’annullamento delle sezioni ponte e la revisione degli orari di lezione. Fa discutere la delibera comunale 269 del 7 agosto scorso dedicata alla «Riorganizzazione dei servizi educativi comunali». Oltre alla protesta dei genitori delle scuole San Clemente, San Michele, Valenza e Grillo Parlante in cui i pasti non saranno più cucinati in loco, la Uil provinciale e Rinascita socialista attaccano la giunta. Il sindacato torna sulla vicenda mense paventando che le quattro scuole prese di mira ora siano solo le prime di una serie. Per il partito di Andrea Fabbri invece una recente legge permetterebbe al Comune di assumere nuovi insegnanti, contrariamente a quanto affermato dall’assessore Carla Riccardi.

Effetto pensioni Nella delibera della giunta il Comune punta l’attenzione sulla quattro mense che andranno verso la chiusura. Ma non solo. Proprio in virtù del fatto che «tre insegnanti nel 2015 andranno a riposo – si legge nel documento – si rende necessario rimodulare l’organizzazione del servizio». All’Aula verde il numero dei bambini della sezione infanzia sarà ridotto a 24 e una insegnante sostituirà il pensionamento presso Borgo Trebisonda. Anche a Campitello una maestra andrà in pensione: sarà attivata una sezione ridotta per minimo 12 massimo 18 bimbi «al fine di garantire la frequenza dei già iscritti». Al Grillo Parlante una delle due sezioni di 25 bambini riduce l’orario ad un massimo di 6 ore al giorno.

Sezioni ponte Le sezioni ponte, ossia quelle intermedie tra il nido e l’infanzia, salteranno. In particolare al Cucciolo sarà sospeso il funzionamento della ‘Lattanti’ con il conseguente ricollocamento di due dipendenti comunali. Al Rataplan invece la ‘Lattanti’ passerà da 16 a 9 bambini.

Uil: effetto domino Secondo Gino Venturi, segretario provinciale della Uil che sta seguendo la vicenda delle mense, il fatto che il Comune abbia deciso di risparmiare su quattro scuole «potrebbe significare che in futuro vorrà farlo anche con le altre scuole, creando un effetto domino che andrà a scapito degli utenti. Quello del risparmio infatti non può essere l’unico parametro tenuto in considerazione dall’amministrazione».

Rinascita socialista Nella delibera il Comune, in merito al pensionamento delle tre insegnanti, specifica che al momento per legge «non c’è possibilità di nuove assunzioni». Non è d’accordo Andrea Fabbri, di Rinascita socialista. «L’articolo 4 del decreto legge n. 78 del 19 giugno 2015 e le modifiche a esso impresse con la legge di conversione permettono anche ai Comuni cosiddetti non virtuosi, cioè non rispettosi dei tempi di pagamento dei fornitori o che si trovino al limite del patto di stabilità, di assumere personale destinato ai servizi educativi comunali: prima smaltendo le graduatorie interne, quindi dando precedenza a personale eventualmente presente nell’organico della Provincia e infine assumendo ex novo».

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