di Francesca Torricelli
Il problema è sempre lo stesso. Le liste d’attesa per alcuni esami sono troppo lunghe e i pazienti continuano a protestare. Soprattutto se per un esame bisogna aspettare due anni.
La storia A raccontarci la sua storia è Sergio Cabiati, che definisce la sua vicenda: «Una barzelletta». A novembre del 2013, sotto consiglio medico, Sergio si è recato in farmacia per prendere un appuntamento per una colonscopia. «Io ho 73 anni e questi controlli preventivi vanno fatti periodicamente». Purtroppo, però, dalla farmacia «mi è stato risposto che non che le prenotazioni al momento erano bloccate perché era tutto pieno e di provare a passare ogni tanto per vedere se la cosa si fosse sbloccata».
Le difficoltà La cosa «già da lì iniziava a non piacermi perché mi sembrava assurdo». Comunque Sergio continuava a passare in farmacia, ma la risposta era sempre la stessa: «Le prenotazione per la colonscopia sono momentaneamente bloccate e io iniziavo veramente a spazientirmi perché il mio medico si era raccomandato di fare l’esame in fretta. Io lo volevo fare, ma non sapevo come trovare una soluzione». Finalmente, il 27 febbraio 2013, Sergio riesce a prendere il suo appuntamento in farmacia. «Il primo posto disponibile su Terni signor Cabiati è per il 23 settembre 2015». Sì perchè il signor Cabiati questo esame, visto che delicato, voleva farlo assolutamente a Terni.
La polemica «Settembre 2015? Ma stiamo scherzando?», Sergio non riesce a crederci. «Alla mia età questi esami vanno fatti a scadenze regolari, è importantissimo per la prevenzione. Loro cosa fanno, mi danno appuntamento fra due anni? È una cosa scandalosa. A mio avviso l’assessore di competenza non è in grado di svolgere il suo lavoro, perché non riesce a smaltire le prenotazioni. In un paese normale certe cose non accadono. Ci vuole un minimo di dignità». Passata l’arrabbiatura iniziale, Sergio la prende a ridere perché «mi sembra una barzelletta, ma una cosa del genere non è possibile, voglio delle risposte».
È urgente? «Prima di tutto le liste d’attesa non sono di competenza dell’amministrazione comunale – rispondono dalla Asl2 di Terni – ma nostra e dei nostri sistemi informatici». Le questioni da verificare, in questi casi sono due. «La prima cosa da vedere è se il medico di famiglia ha inserito nella richiesta d’impegnativa la dicitura ‘urgente’, che permette al paziente di poter seguire un canale, appunto, d’urgenza e quindi poter prendere un appuntamento in tempi più o meno brevi. Ma questo avviene solo se il paziente ha eseguito già degli esami che hanno rivelato delle anomalie e non per controlli di routine».
Le distanze La seconda cosa da verificare, invece, «sapendo che i nostri server ricercano la disponibilità in tutta la regione, è se il nostro paziente ha espressamente richiesto un appuntamento nella sua città. A quel punto la ricerca si stringe sempre di più». Insomma, le cose da verificare sono più di una, «l’unica cosa che possiamo fare ora è invitare il signor Cabiati a raggiungerci al Cup per vedere se ci può essere la possibilità di risolvere il problema».
