di F.T.
Sulla scia dell’ordinanza con cui il gip Maurizio Santoloci ha ‘invitato’ la procura ad indagare a 360 gradi sulla situazione ambientale della Conca, muovendo da un’ipotesi iniziale di disastro ambientale, associazioni e cittadini sabato mattina si sono ritrovati davanti alla discussa discarica Tk-Ast di vocabolo Valle – e a pochi passi dall’altrettanto discussa galleria Tescino – per far sentire la propria voce e chiedere un cambio di rotta deciso e definitivo sul fronte delle politiche ambientali.
Presenti All’iniziativa erano presenti cittadini e rappresentanti di associazioni come Italia Nostra, Wwf, Legambiente, Verdi ambiente e società (Vas), Mountain Wilderness e anche di movimenti politici: dal Movimento 5 Stelle a Rifondazione comunista, fino alla Federazione dei Verdi. Tutti decisi su un punto: «Il giudice ha ribadito ciò che noi diciamo da tempo: questo territorio è gravemente inquinato e servono azioni forti per salvaguardare la salute dei cittadini e delle generazioni che verranno».
I cittadini A portare la propria testimonianza, anche i residenti della zona di Prisciano – fra coloro che hanno promosso un esposto nei confronti dell’Ast per le conseguenze delle famigerate ‘polveri’ – e anche i piccoli allevatori della zona, a cui l’Asl nei mesi scorsi ha imposto l’abbattimento di tutte le galline possedute.
POLVERI A PRISCIANO E GALLINE ABBATTUTE: PARLANO I CITTADINI (VIDEO)
«L’azienda deve investire» «Già dalla scorsa estate – afferma Andrea Liberati di Italia Nostra – abbiamo chiesto il commissariamento di Tk-Ast. Ci sono evidenti criticità su più piani: aria, acqua, suoli e anche di tipo alimentare. È ormai attestata la contaminazione del 50% dei campioni di latte e uova di allevamenti rurali all’aperto. Anche per questo, come sta accadendo in altre realtà, da Piombino a Taranto – spiega -, l’azienda deve investire in maniera adeguata sulla messa in sicurezza degli impianti e l’ambientalizzazione delle produzioni. È l’unica strada per restituire un futuro alla città. Tk su Terni deve spendere centinaia di milioni, come avviene a Duisburg, non le briciole come è stato fatto finora».
ITALIA NOSTRA E WWF SU INQUINAMENTO A TERNI (VIDEO)
«Miniera d’oro» Per Giuseppe Rinaldi (Wwf), «la bonifica del sito di interesse nazionale di Papigno, uno dei più inquinati di Italia, non può più attendere. E l’Ast deve avviare il riciclaggio delle scorie industriali che possono rappresentare una miniera d’oro. Un progetto serio di green economy, improntato al recupero, porterebbe benefici non solo sul piano ambientale, ma anche nuove opportunità di lavoro».
«Riciclare le scorie» Concetti condivisi anche da Pierluigi Rainone (Verdi ambiente e società): «Sull’esempio di Linz, anche a Terni si può e si deve chiudere la discarica per dare il via al riciclaggio delle scorie. Per l’impianto di Duisburg la Thyssen Krupp investe circa 300 milioni di euro l’anno sul fronte dell’ambiente, qui a Terni non si arriva neanche a 10 milioni di euro quando la situazione presenta aspetti che fanno ipotizzare agli stessi magistrati il disastro ambientale».
Rispettare le regole Sulla stessa linea anche Luca D’Abramo (Rifondazione Comunista) che chiede «il pieno rispetto, da parte dell’azienda, delle imposizioni contenute nell’autorizzazione integrata ambientale (Aia), anche in seguito alle violazioni sottolineate da Arpa Umbria. Lo stesso vale per il piano legato al riciclo delle scorie sostenuto dall’Arpa e che va a vantaggio non solo dell’ambiente, ma dell’intero tessuto sociale e produttivo di questo territorio». Sul punto, i consiglieri comunali del M5S (all’iniziativa di sabato mattina erano presenti Thomas De Luca e Valentina Pococacio) stanno predisponendo due atti unitari da sottoporre al consiglio, riguardanti il riconoscimento dell’area di crisi complessa e le questioni del polo chimico, con un riferimento diretto alle emergenze ambientali.
No all’ampliamento Rossano Fausti (Federazione provinciale dei Verdi) contesta il progetto di ampliamento della discarica di Valle, «non solo per l’impatto ambientale sull’intera zona che si trova ad appena 800 metri dal ‘sic’ (sito di importanza comunitaria, ndR) della Cascata delle Marmore, ma anche perché già dallo studio di impatto ambientale effettuato dalla stessa Tk nel 2003, veniva ipotizzata la presenza di un sito storico e archeologico di epoca protostorica proprio nell’area di Monte Valle».
