di M.C.
La seconda commissione consiliare ha approvato un atto di indirizzo sul diritto all’asilo in cui si impegna la giunta ad avviare delle convenzioni per ovviare alla mancanza di posti disponibili nelle strutture comunali. «E’ un grande passo avanti – esulta Fratelli d’Italia – sia per i cittadini che per noi, perché tutto parte da un nostro documento di quasi cinque mesi fa».
Ecco le convenzioni La strada individuata dalla commissione è quella di convenzioni tra il Comune e le strutture private. In modo da poter contare su nuovi posti, viste le tante richieste che l’amministrazione non riesce a soddisfare, a costi prestabiliti. Nel testo dell’atto di indirizzo le convenzioni sono previste «in tutti i casi in cui si rendano necessarie per sopperire a carenze sulle quali non può intervenire direttamente l’amministrazione e per garantire una ottimizzazione della spesa, anche e soprattutto in vista del bilancio di previsione 2015». L’atto così impegna il sindaco e la giunta all’attivazione dei nuovi accordi.
Un passo avanti «Questo atto di indirizzo – spiega Marco Cecconi, capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale – prende le mosse da un nostro documento del primo dicembre 2014, che resta ad oggi l’unica iniziativa assunta su questa cruciale materia. Riguardo all’ottimizzazione della spesa, in particolare, il lavoro di questi mesi condotto in commissione, anche con la partecipazione dei responsabili degli uffici e dell’assessore, è stato utile e proficuo, ed ha portato alla luce molti dati interessanti. Tra questi, emerge quello in base al quale, attualmente, la ricettività delle strutture private è sostanzialmente identica a quelle delle strutture pubbliche: anche se, nel caso delle strutture private, i posti disponibili sono sotto-utilizzati, verosimilmente per il diverso e più alto costo delle rette mensili a carico delle famiglie. Viceversa, è emerso anche che il costo annuale sostenuto dal Comune per ciascun bambino è sostanzialmente pari al doppio di quello sostenuto dai privati: un dato che deve far riflettere molto e deve far rimodulare senz’altro l’offerta».
