di Mas.Col
Sensibilizzare i più giovani contro lo spreco alimentare, che oggi rappresenta un punto nero dell’economia mondiale. Questo l’obiettivo del progetto ‘Don’t waste our future’, non sprechiamo il nostro futuro. Capofila del bando cofinanziato dall’unione europea sarà Felcos Umbria, associazione composta da 18 enti locali, tra cui il Comune di Terni. Coinvolti anche gli studenti di due scuole primarie e due secondarie ternane, che durante l’Expo milanese esporranno i propri lavori.
Il programma Secondo le stime della commissione europea ogni anno in Europa vengono scartate circa 89 milioni sdi tonnellate di cibo, corrispondenti a circa il 30% della produzione alimentare. Il progetto parte da questo assunto, nella consapevolezza della necessità di promuovere, soprattutto nelle generazioni del futuro, modelli di consumo sostenibili.
Nuovi modelli «Si tratta di un progetto molto importante – ha spiegato nella conferenza stampa di presentazione Silvano Ricci, consigliere comunale di Sinistra per Terni con la delega alla Cooperazione internazionale – che vuole fornire alle giovani generazioni modelli di consumo più sostenibili. E’ importante che i ragazzi oggi si confrontino con realtà diverse dalle proprie, come questo progetto permette di fare». «Terni – ha spiegato il sindaco Leopoldo Di Girolamo – ha una vocazione internazionale, considerando che dopo Milano è la prima città per numero di multinazionali operanti sul territorio. Per questo il Comune ha aderito a questo programma con molta determinazione, perché confrontarsi con altre realtà è sempre una buona pratica, soprattutto su questioni di fondamentale importanza, come la salvaguardia del buon vivere».
I numeri Il bando è da 2 milioni di euro. È iniziato a gennaio e durerà due anni, con il coinvolgimento di sette Paesi europei, vale a dire Italia, Belgio, Spagna, Portogallo, Cipro, Regno Unito e Francia. In Umbria, dove si costituirà una rete regionale contro lo spreco alimentare, oltre al Comune di Terni verranno coinvolte altre dieci amministrazioni pubbliche con attività di informazione e sensibilizzazione al problema. Le attività formative organizzate con le scuole poi diventeranno un evento realizzato nell’ambito di Expo 2015.
