Un gap di oltre 350 punti tra Perugia e Terni. Tanta è la distanza che corre nella classifica nazionale per la vivibilità climatica tra le due città umbre, col capoluogo di regione che si attesta in 32esima posizione con 560 punti e la città dell’acciaio al 97esimo posto con 190 punti, a fronte di una media nazionale dell’indice che gira a 577 punti.
Il ranking 2026 elaborato su dati dello scorso anno dal Corriere della Sera e da ilmeteo.it prende in considerazione 17 parametri climatici, per un totale di oltre 418 milioni di dati processati.
A guidare il ranking della vivibilità climatica sono Ancona, Bari e Vibo Valentia, che realizzano ciascuna oltre 700 punti, mentre i fanalini di coda sono Trento, Cremona e Mantova.
«La classifica è stata compilata integrando i dati meteo ERA 5-Land di Copernicus con l’intelligenza artificiale per misurare in particolare il forte impatto dell’isola di calore urbana», ha spiegato Lorenzo Tedici del team ilmeteo.it, che quest’anno ha «preferito prendere in considerazione le centraline nei centri urbani delle città rispetto a quelle periferiche», perché «forniscono una rappresentazione più vicina alla realtà sulle isole di calore urbano».
Quindi le due città umbre e quei 350 punti di differenza generati da una manciata di parametri. In particolare, a segnare il gap è la “temperatura percepita”, intesa come i giorni dell’anno in cui caldo e umidità fanno percepire temperature pari o superiori a 32 gradi: a Perugia di giornate così nel 2025 se ne sono contate 35, a Terni 63 (media italiana 41).
Analogamente per la rilevazione “caldo africano”, ossia le giornate annuali con temperatura massima uguale o superiore a 34 gradi: nel 2025 a Perugia sono state 19, a Terni 35 (media italiana 17 giorni).
Distanza notevole tra le due città umbre pure per il “comfort umidità”, vale a dire le giornate in cui si registra un range tra 30 e 75 per cento, con Perugia che lo ha centrato per 105 volte nel 2025, mentre Terni solo per 74 (media italiana 91).
Le giornate bollate come “eventi estremi”, perché segnate da almeno 35 mm di pioggia e vento oltre 15 km/h, sono state una a Perugia e due a Terni (media italiana due).
Ci sono poi le “ondate di calore”, così classificate quando almeno quattro giorni consecutivi fanno rilevare una temperatura media sopra la media storica: a Perugia nel 2025 si sono contati 58 eventi, a Terni 75 (media italiana 48).
Ad avvicinare le due città umbre, invece, sono le “notti tropicali”, quelle cioè con temperatura minima o uguale a 20 gradi dalle 21 alle 8, che a Perugia sono state 46 e a Terni 53 (media italiana 52). Stesso discorso per la rilevazione “piogge”, intesa come i giorni con almeno 1 mm di precipitazioni: a Perugia sono stati 64, a Terni 66 (media italiana 64)
Sul fronte “piogge intense”, invece, calcolate in base alle ore annue con precipitazioni superiori a 15 mm/ora, Terni risulta molto più esposta con 11 ore contro le 4 di Perugia (media italiana 10).
Esito ribaltato col parametro “siccità”, qui classificato con periodi di almeno 14 giorni consecutivi senza precipitazioni significative: Perugia 73 giorni e Terni 41 (media italiana 52).
Passando al freddo Terni beneficia di una maggiore “escursione termica”, definita come la differenza media annuale tra temperatura massima e minima: nella città dell’Acciaio è di 10 gradi, a Perugia di 8 (media italiana 9).
Nel 2025 zero “giorni freddi”, vale a dire con massima inferiore a 3 gradi, sia a Perugia che a Terni (media italiana 1 giorno). Analogo risultato per il capoluogo di regione anche per i “giorni di gelo”, quelli cioè con temperatura minima inferiore a zero gradi, mentre a Terni nel 2025 sono stati 4 (media italiana 9).
La “nebbia”, qui intesa col numero di giornate in cui la visibilità è inferiore a mille metri, non è esistita lo scorso anno a Perugia, che segna zero, mentre Terni una (media italiana 6 giornate).
Città umbre vicine anche sul fronte “nuvolosità”, classificato come la misura percentuale della copertura media del cielo nel corso dell’anno: Perugia 48 per cento, Terni 46 per cento (media italiana 48 per cento).
Per le “raffiche di vento” il gap torna marcato. Il parametro nell’analisi è costituito dalle giornate con raffiche uguali o superiori a 40 km/h: a Perugia sono state 93, a Terni 51 (media italiana 51). Misurata anche la “brezza estiva”, intesa come la velocità media del vento nella stagione estiva: entrambe le città umbre fanno registrare 7 km/h (media italiana 8 km/h).
