«Il progetto sicurezza appare ancora minimalista e pieno di zone grigie». Lo scrive il consigliere di I love Terni Paolo Crescimbeni, all’indomani delle comunicazioni del primo cittadino sul pacchetto dedicato. Nella sua nota, a tratti fortemente polemica, a tratti profondamente accorata, il consigliere rimarca anche quanto accaduto nel corso della seduta: «La presidenza del Consiglio – ricorda – ha tentato di impedire il dibattito sulla sicurezza limitandolo alle sole comunicazioni del sindaco, ma di fronte alle proteste corali delle opposizioni ha dovuto fare marcia indietro».
Crescimbeni Senza girarci troppo intorno, il consigliere attacca: «Non è stata fatta alcuna disamina del problema sicurezza. Mettiamo alcune telecamere, è stato detto, ma chi e come si gestirà la centrale operativa? Non è previsto uno sportello del cittadino fisico e virtuale, in h24 e le criticità evidenti come schiamazzi, musica a tutto volume, cumuli di rifiuti, degrado urbano, muri imbrattati non sono state neppure sfiorate dal Sindaco».
Ordinanza antivetro «La soluzione del problema bottiglie (una bottiglia ha ucciso il povero David Raggi) è ancora da risolvere – sostiene Crescimbeni – quando è evidente che si potrebbe risolvere subito definendo il porto di bottiglia come porto di arma impropria. Non sono previste basi operative di vigili e agenti posizionate nei luoghi “caldi” come in quasi tutte le città italiane». Quest’ultimo aspetto era stato evidenziato anche nel corso dell’incontro di sabato scorso al cenacolo San Marco tra residenti del centro e gestori dei locali, quando uno di questi ha detto: «La presenza sistematica delle forze dell’ordine negli snodi principali del centro sarebbe un deterrente per chi ha intenzione di creare disordine, un po’ di sana pressione psicologica».
Sicurezza «Neppure una parola del sindaco – dice ancora Crescimbeni – è stata spesa sul versante controllo e prevenzione in particolare nei confronti dei clandestini e degli stranieri che non hanno lavoro né dimora fissa e non si sa con quali risorse vivano. Si è accennato ai ‘volontari per la sicurezza’ – ammette – ma la cosa è stata esposta in modo nebuloso. Neppure una parola –conclude – su come sarà riorganizzato il Corpo dei vigili urbani, come sarà implementato l’organico, come sarà modificato il regolamento, dove saranno reperite nuove risorse».
