di Marta Rosati
Qualcuno in tempi non sospetti aveva tentato di forzare la mano sulla riduzione dei compensi, prima Piccinini del Pd nel novembre 2013, poi il Movimento 5 stelle nell’anno successivo. E, seppure come dice il consigliere del Pd Pennoni «Non funzioniamo a gettoni», al gruzzoletto che ‘di chip in chip’ si accumula con le presenze, anche fugaci, a consigli e commissioni, non si è voluto rinunciare. Visto che i costi della politica sono però sempre al centro di aspri dibattiti popolari, i numeri forniti dal presidente Giuseppe Mascio la scorsa settimana hanno riacceso i riflettori sui costi dell’assemblea rappresentativa di palazzo Spada. Se, però, il consiglio è costato molto, hanno affermato in diversi, è perché le commissioni hanno lavorato molto e in termini di rimborsi non si riscontrerebbe alcuna irregolarità.
M5s A inizio seduta, lunedì pomeriggio, la pentastellata Angelica Trenta ha tentato nuovamente una ‘razionalizzazione’. Nell’atto d’indirizzo presentato dai grillini si chiedeva al sindaco e alla giunta di apportare una modifica al regolamento di consiglio comunale, introducendo l’erogazione del gettone di partecipazione esclusivamente a favore di coloro che fossero presenti al momento dell’appello nominale di inizio seduta o almeno nei 30 minuti successivi all’orario di avvio stabilito. Il documento è stato rinviato «con la scusa che se ne riparlerà in apposite commissioni sul regolamento del consiglio – scrive Angelica Trenta sulla sua pagina Facebook – commissioni che continuano a non essere convocate».
I love Terni Al discorso del gettone di presenza e quindi dei costi del consiglio comunale è strettamente collegato il tema oggetto di atto d’indirizzo del gruppo ‘I love Terni’, ovvero quello dei rimborsi per spese di viaggio dalla propria residenza a palazzo Spada, «i quali – dice Melasecche – dovrebbero essere previsti solo nei casi di effettiva sopportazione del relativo costo. Se prevale la furbizia sul rigore viene meno l’etica –prosegue il consigliere – e scusate se ogni tanto mi permetto di utilizzare questo termine, ma continuo a ritenere che una città senza valori etici non abbia futuro. Ogni consigliere e ogni assessore – spiega – ha diritto giustamente ad un risarcimento dei costi di mobilità sostenuti per raggiungere il Comune. Ora, – prosegue con tono polemico – io non voglio entrare nel merito delle scelte personali, ciascuno può avere la residenza dove vuole, anche alle Bahamas – ironizza – ma non si può pretendere il rimborso delle spese di viaggio da una casa così lontana, perché non è assolutamente credibile che ogni giorno si possano fare davvero così tanti chilometri per venire a palazzo Spada. Dobbiamo avere il coraggio di dire basta a certi comportamenti».
Sindaco «Non è la prima volta che si affronta il tema – ha detto Di Girolamo a riguardo – tanto che è stato motivo di provvedimento incardinato dalla Corte dei conti, proprio nei confronti di questo consiglio comunale, tanto che per un periodo fu sospesa in via cautelare la corresponsione dei rimborsi ai consiglieri coinvolti nell’indagine, successivamente assolti. A quel punto l’amministrazione comunale ha chiesto ai consiglieri di produrre richiesta di compensi: 3 di loro lo hanno fatto – racconta il sindaco -, un quarto vi ha spontaneamente rinunciato, gli altri non hanno prodotto alcuna documetazione. Per quanto riguarda l’attuale consiliatura un solo membro ha richiesto il rimborso perché proviene da fuori provincia, la domanda è stata corredata, come previsto per legge, da un’ autodichiarazione ma anche da una certificazione che attesta l’effettiva residenza del consigliere. Sono atti, dunque, che in ogni caso implicano una responsabilità individuale, quindi se venisse dichiarato il falso – precisa Di Girolamo – lo stesso sarebbe segnalato all’autorità giudiziaria».
Voto La secca replica del consigliere Melasecche non si è fatta attendere: «Caro sindaco, ciò che non costituisce reato, non è per forza corretto; non possiamo permettere alla sola magistratura di porre limiti agli spazi di manovra, altrimenti non facciamo politica ma gli ufficiali giudiziari». La voce della maggioranza è passata attraverso le dichiarazioni del consigliere Monti: «Nella maggioranza, nessuno anche avendone diritto ha fatto richiesta di rimborsi. È vero che c’è stato in passato un procedimento nei confronti di alcuni consiglieri ma non ha coinvolto nessuno degli attuali, quindi non diamo una rappresentazione diversa della realtà». Avendo dunque la maggioranza precisato che palazzo Spada in tal senso opera già nel pieno rispetto delle regole e ritenendo dunque inutile l’atto di Melasecche, ha espresso voto contrario determinandone il respingimento.
