di M. To.
Non ci sta, Danilo Valenti, a passare per uno che dice cose inesatte. Il presidente di Cosp Tecno Service si sente chiamato in causa nella vicenda relativa alle 12 addette ai servizi scolastici, dipendenti della cooperativa, a passa al contrattacco.
La storia Tutto nasce dalla denuncia di Gabriella Falocco, rappresentante del sindacato autonomo Usb, relativa «alla riduzione delle ore lavorative per le addette – cinque in servizio al Comune di Narni e sette alla Provincia di Terni – e alle sue affermazioni, «fatte più per tranquillizzare l’opinione pubblica che per dare concrete risposte di serenità per il futuro delle lavoratrici».
Valenti «Con le mie dichiarazioni – dice Danilo Valenti – ho cercato di rappresentare con coerenza e trasparenza la situazione che si è venuta determinare con le ultime decisioni del Miur e con l’esito delle gare Consip. Credo che anche le ultime dichiarazioni apparse sulla stampa, non smentiscano quanto da me riferito poiché in linea con gli obblighi normativi presentateci da Consip, i quali devono essere rispettati dalla azienda».
L’informazione Secondo il presidente di Cosp Tecno Service, poi, «per uniformità di informazione è necessario chiarire che ad oggi il servizio richiesto dalle scuole viene svolto su 10 mesi l’anno, quindi nulla cambia rispetto alla nuova fase. Inoltre attualmente il servizio prevede un impegno lavorativo su 5 giorni alla settimana, mentre oggi le scuole stanno richiedendo, per una maggiore qualità ed assistenza, di svolgere il servizio su 6 giorni alla settimana. Tutti i maggiori oneri, relativi alle sesta giornata, ricadranno direttamente sull’azienda e non sui lavoratori».
La polemica Danilo Valenti, infine ritiene «necessario uscire da una polemica tra soggetti che stanno subendo una forte azione determinata da tanti fattori, in primis la riduzione del debito pubblico, impegnati in questa area e cercare soluzioni per ridimensionare gli effetti negativi delle scelte del Miur», e che dal 2007 «sono stati istituiti tavoli di confronto tra il ministero le imprese e le organizzazioni sindacali per affrontare la situazione dei 24mila lavoratori Ata e Lsu e se oggi siamo stretti in questa situazione, forse si poteva fare di più e meglio da parte di tutti i soggetti che in questi anni sono stati interessati al problema».
