Piccole modifiche al testo, ma la sostanza resta: il consiglio dice sì ai cinque emendamenti di Andrea Cavicchioli poi approva l’atto del M5s col quale si impegna l’esecutivo ad estendere il monitoraggio sulla presenza di cromo esavalente alla filiera agroalimentare fino a coprire tutte le aree della città sollecitando un controllo ispettivo sull’azienda sanitaria locale da parte del ministero della Salute. Del capogruppo Pd invece un altro atto approvato dalla massima assise cittadina: il consiglio ha dato mandato alla giunta di vietare l’utilizzo di oli combustibili negli impianti sia civili che industriali.
Cromo A seguito dei dati Arpa sui livelli cromo VI nell’acqua, resi noti proprio dai Cinque stelle e gli stessi che hanno generato un caso non solo ambientale ma anche politico con il giallo sull’ordinanza del sindaco, gli stessi grillini, come annunciato nella passata seduta, hanno portato in aula un atto d’indirizzo al quale il consiglio ha detto sì: con questo voto la giunta è costretta ad attivarsi per allargare le aree di monitoraggio della filiera agroalimentare anche con l’immediato inserimento delle verifiche su cromo VI, cromo totale e nichel. Con l’atto emendato si chiede anche l’intervento del Ministero della sanità e della Regione per tutti gli atti necessari e i supporti di qualunque natura per affrontare le criticità ambientali della Conca ternana e per la tutela della salute dei cittadini.
Incentivi ammodernamento impianti Altro filone ambientale è stato portato all’attenzione dei consiglieri dal presidente Pd Cavicchioli, nel mirino del democratico l’utilizzo di olio combustibile negli impianti termici civili ed industriali «che provoca emissioni di polveri fini 100 volte superiori al metano e 10 volte superiori al gasolio: l’amministrazione dovrà vietarne l’uso entro l’anno, con la predisposizione di un censimento di tali impianti e di incentivazioni economiche per il loro ammodernamento».
