domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 14:16
20 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:24

Terni, reazioni a catena su ordinanza pozzi Ast: Cavicchioli attacca l’azienda, M5s vs sindaco

De Luca riapre il ‘giallo’ sulla rettifica di Di Girolamo, grillini chiedono estensione monitoraggio su filiera agroalimentare e gli ambientalisti: «Esclusi dal confronto»

Terni, reazioni a catena su ordinanza pozzi Ast: Cavicchioli attacca l’azienda, M5s vs sindaco
Tk-Ast (foto Rosati)

di M. R.

La questione è molto semplice: da una parte il consigliere Thomas De Luca accusa il sindaco di ‘essersi fatto tirare per la giacca dalla direzione aziendale di Tk-Ast mettendo a repentaglio la salute dei lavoratori, dall’altra il capogruppo del Pd in consiglio comunale a Terni, Andrea Cavicchioli, condanna l’atteggiamento della stessa azienda che nelle ore immediatamente successive l’emissione dell’ordinanza sindacale convocò le Rsu manifestando il rischio di uno stop produttivo, ma c’è di più.

Tk-Ast A quanto pare tutt’altro che archiviato, il caso dell’ordinanza del sindaco, per interdire l’utilizzo dei pozzi d’acqua nell’area dello stabilimento siderurgico Ast, approda in aula a Palazzo Spada con diverse prese di posizione, la richiesta di una seduta di consiglio dedicata poi la scelta condivisa di discutere un atto dei Cinque stelle al primo punto della prossima assemblea che sarà convocata. A rimettere sotto i riflettori l’episodio che tanto fece discutere e bisbigliare in città, ci pensano i consiglieri del M5s, insieme a Enrico Melasecche di I love Terni e Franco Todini di lista civica Il cammello con la richiesta di una seduta dedicata. Una prima risposta alle accuse mosse da De Luca, arriva dall’assessore all’ambiente Emilio Giacchetti che, ribadendo quanto già dichiarato in merito agli inizi di giugno, ha evidenziato come il Comune stia lavorando per una «maggiore collaborazione e sinergia tra enti competenti in materia ambientale come dimostra anche la recente due giorni».

Questione ambiente Il giovane della giunta Di Girolamo fa riferimento agli stati generali dell’ambiente ma anche l’iniziativa finisce in qualche modo nel mirino. Totale disappunto è stato infatti espresso dai Verdi ambiente e società di Terni: «È gravissimo e totalmente antidemocratico il fatto che le associazioni ed i comitati ambientalisti della Conca ternana non siano stati invitati a trattare un tema così importante e altrettanto grave assessorato all’ambiente, Usl 2 e Arpa Terni abbiano minimizzato la reale portata del tema quando Legambiente colloca Terni come settima città più inquinata d’Italia».Qualcosa da ridire rispetto alla due giorni ce l’hanno pure i consiglieri del M5s. Valentina Pococacio: «Come si può parlare di risultato quando si fa riferimento ai rapporti tra Comune, Arpa e Usl? Mi sembra il minimo indispensabile per gestire le situazioni». Sui banchi del consiglio poi i grillini fanno arrivare un atto col quale si chiede al sindaco di estendere il monitoraggio della filiera agroalimentare fino a coprire tutte le aree della città con analisi anche su presenza di cromo esavalente e di sollecitare un controllo ispettivo sull’azienda sanitaria locale da parte del ministero della Salute, ma di questo si discuterà alla prossima seduta utile.

Il capogruppo Pd «Rispetto dei ruoli e della verità – è quanto ha chiesto invece Cavicchioli intervenendo sulla vicenda dell’ordinanza pozzi -, l’atteggiamento politico di Ast che ha chiamato i sindacati e creato allarmismi rispetto alla produzione non l’ho condiviso. Come poteva il sistema essere messo in discussione? Siamo tutti affezionati a quel sito e consapevoli del suo valore in ogni sfaccettatura, ma sui temi ambientali occorre scindere bene le questioni. E rispetto ad Arpa, quanto tempo passa prima che i dati arrivino sulla scrivania del sindaco?». De Luca insiste ed estrae un faldone: «Il sindaco aveva già quei dati, sono stati trasmessi il 26 maggio e l’episodio risale al primo giugno, la verità è che se davvero si volesse applicare il principio di precauzione, andrebbero interdetti tutti i pozzi perché la contaminazione riguarda le falde sotterranee e non è oggettivamente riscontrabile in qualunque momento nei pozzi interni allo stabilimento. Non ci prendiamo in giro».

La replica del sindaco «Terni – ha replicato Di Girolamo, confermando la versione dei fatti fornita da Giacchetti  -è la città con la maggiore strumentazione per il controllo di aria, acqua e suolo in Italia e non è l’unica città industriale; rispetto alla distonia tra entri preposti a compiere analisi e scelte in materia ambientale, riscontrata in passato abbiamo ormai attivato un tavolo di coordinamento e comunque rilevato le criticità nell’ambito degli stati generali. Sulle nomine politiche da parte della Regione, che fanno storcere il naso a Melasecche, è la legge che lo prevede e quella di Walter Ganapini per Arpa credo sia una figura che va aldilà di eventuali simpatie che comunque non conosco».

Twitter @martarosati28

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