Unanimità e rinnovamento. Sono le parole-chiave che hanno caratterizzato il congresso provinciale della Uil, che si è data «un quadro dirigente fortemente rinnovato in grado di imprimere ulteriore slancio ad un sindacato sempre più inclusivo e che si aperto ai giovani, alle nuove professioni, alla città».
La segreteria Confermato, com’era ampiamente previsto, il segretario generale Gino Venturi, con una segreteria composta da Lucia Marinelli e Stefano Paloni. Conferma anche per il tesoriere, Valdimiro Conti. «Nicola Pasini – dice Venturi – esce dalla segreteria per assumere un ruolo di grande responsabilità a livello regionale».
La ‘resilienza’ Uno dei temi rilanciati nel corso del congresso della Uil è stato quello «dell’impegno per una città resiliente, in grado di utilizzare le avversità per migliorarsi e perseguire un progetto di crescita e sviluppo. Rifiuta la prospettiva di potersi trasformare in uno dei quartieri periferici senza volto di Roma o di continuare ad essere una colonia di Perugia. E’ prioritario quindi superare anche la marginalizzazione di Terni ad opera della Regione».
Il lavoro Al centro «della nostra attenzione – dice Gino Venturi – resta il problema della mancanza di lavoro: i tanti giovani che non riescono ad averlo, ma anche i tanti che, non più giovani, lo hanno perduto. Ci vogliono politiche adeguate centrali e regionali, una riduzione del costo del lavoro e lo sblocco del divieto di assunzione nella pubblica amministrazione».
Gli sprechi Anche a livello locale, insiste il segretario, «qualcosa si può fare: per esempio ridurre i tanti sprechi delle amministrazioni e destinare le risorse recuperate ad interventi produttivi e che diano lavoro. Su questo versante l’impegno della Uil di Terni è già in atto da tempo e va fortemente intensificato: le nostre battaglie per la realizzazione dei piani di miglioramento, previsti dalla legge ma inattuati, si muovono in questa prospettiva».
Diversificare Ribadito che «l’industria rimane l’asse portante della nostra economia», Gino Venturi dice che «con maggiore convinzione rispetto al passato, vanno incoraggiati anche ulteriori versanti di crescita mentre una diversa politica del credito e adeguate verticalizzazioni di processo e di prodotto possono concorrere a rideterminare lo sviluppo del territorio. La corposa presenza di multinazionali rappresenta una ricchezza da preservare sebbene vada ripensato il loro rapporto con il territorio».
La Regione Secondo il segretario della Uil di Terni, non esiste «nessun alibi per le istituzioni locali, a cominciare dalla Regione, dalle quali è giusto pretendere politiche di sviluppo organiche, la realizzazione di infrastrutture, interventi concreti, azioni più incisive rispetto alla crisi economica. Il modo migliore e più sicuro per favorire lo sviluppo è quello di rendere il territorio attraente e conveniente per chi vuole investire. Manca però, in tal senso, una seria e organica politica che punti anche a fare sistema con le zone limitrofe».
