di Noemi Matteucci
Confartigianato Imprese Terni è salita in Comune, giovedì mattina, per gridare a piena voce al Governo e alla Giunta regionale «fate qualcosa, le aziende artigiane stanno morendo». Fiscalità troppo pressante, disoccupazione e malfunzionamento delle gare di appalto sono i fattori cardine che hanno creato e continuano ad alimentare i problemi per le micro e piccole imprese che, sempre più , faticano a superare le criticità dovute a un grande periodo di crisi.
Artigianato contro la disoccupazione Per far fronte a dati sempre più drammatici relativi all’occupazione, l’artigianato «rappresenta una buona palestra e un ottimo modo di formarsi»: a fronte di un 11,3% di disoccupati in Umbria e di un 42,5% dei disoccupati under 25, nel 2013 le imprese artigiane della provincia di Terni hanno presentato il 42,3% di dipendenti under 35. «Perciò – ha sottolineato Giuseppe Flamini, presidente di Confartigianato Impresa Terni – è necessario dare più opportunità a queste imprese per poter dare occupazione ai giovani del territorio».
Investire in infrastrutture ed export Dalla crisi si esce solo credendo in realtà di qualità che possano traghettare il buono delle imprese anche all’estero. «Per far questo – ha aggiunto Flamini – si deve guardare di più all’export, che in Umbria, per l’artigianato, è cresciuto del 5,2% negli ultimi anni, con 870 milioni di euro esportati. Più infrastrutture sono necessarie per abbattere i costi, si deve sfruttare il vicino nodo di Roma, si deve lavorare per rendere strategico il territorio».
Fiscalità e semplificazione Le tasse sono troppe e troppo gravose per gli artigiani e per le micro, piccole e medie imprese, e rappresentano la maggiore delle preoccupazioni. «Il fisco è oneroso e complicato. Imu e Tasi – ha detto Flamini – incombono su capannoni e laboratori con quote aumentate del 18,4% in due anni. Si richiedono agli artigiani contributi iniqui rispetto alla tipologia di immobili che non è certo di lusso, ma serve a garantire produzione e occupazione. Inoltre – ha aggiunto, rivolgendosi in particolare alla nuova Giunta Regionale – le imprese chiedono a gran voce una semplificazione dei sistemi, insieme a una giustizia più rapida e snella, per ridare fiducia alle imprese».
Appalti e credito Difficile da sciogliere è anche il nodo degli appalti, dove Confartigianato chiede sistemi che premino, affinché restino nel territorio, le imprese umbre, piuttosto che quelle di fuori regione. Appello anche per l’eliminazione delle gare al ribasso e, soprattutto, ha spiegato Flamini, «per meccanismi trasparenti e pubblici al posto della procedura negoziata che favorisce, spesso e volentieri, il ricorso alla corruzione». Infine, un ultima richiesta del presidente per la Giunta riguarda il credito alle imprese, dove si ritiene necessario facilitare l’accesso ai finanziamenti, ricreare i rapporti tra azienda e banche (a fine 2014, si era registrato un -2,8% sulla concessione dei prestiti) e accelerare i tempi di pagamento degli enti pubblici.
Premiare l’artigianato digitale L’artigianato, inoltre, non è solo ‘metodi tradizionali’: molti sono gli imprenditori che al giorno d’oggi vengono definiti artigiani digitali, quelli cioè che si avvalgono delle tecnologie più avanzate per facilitare e modernizzare i processi di produzione e di erogazione dei servizi. Mauro Franceschini, vicepresidente di Confartigianato Terni, ha sottolineato come «le aziende del settore artigiano vadano valorizzate perché si evolvono, creano occupazione, portano novità, promuovendo la qualità delle filiere a km zero e immettendosi, nonostante la loro reputazione di ‘antico’, in un sistema smart, digitale e incredibilimente al passo con i tempi».
