di M. R.

Lo schema di convenzione è pronto, la bozza elaborata dalla giunta comunale dovrà essere vagliata dal consiglio passando presumibilmente per la seconda commissione: con la sottoscrizione del patto, Palazzo Spada si impegna a versare nelle casse dell’ente Cantamaggio ben 60 mila euro l’anno per i prossimi tre, a partire dal 2016, ma i vincoli per i maggiaioli ternani sono piuttosto stringenti, soprattutto dal punto di vista contabile.

Comune di Terni Vista la situazione finanziaria di ‘piazza Ridolfi’, 180 mila euro da qui al 2018 non sono certo bruscolini e allora alla ‘ditta Omero Ferranti & co’ Palazzo Spada ha chiesto uno sforzo organizzativo e la massima puntualità burocratica. Realizzare la tradizionale festa del 30 aprile è ovvio, sta alla base ma il Comune ha imposto all’associazione la realizzazione di almeno 6 carri allegorici e la presentazione del programma annuale delle attività entro il 31 gennaio. Il calendario delle iniziative dovrà prevedere progetti di valorizzazione del vernacolo e sviluppo delle arti performative e creative tradizionali.

Carri di maggio Solo se l’ente Cantamaggio si atterrà alle disposizioni del Palazzo, otterrà dalle casse comunali 60 mila euro l’anno suddivise in due tranche da 30 mila ma l’associazione che organizza la storica kermesse non dovrà dimenticare di presentare entro il 31 maggio una relazione dettagliata dell’attività svolta, una rendicontazione contabile comprensiva di copia dei documenti giustificativi e le ricevute comprovanti il pagamento dei fitti mensili dei locali di proprietà comunale.

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