«Monitoraggio e prevenzione» è quanto chiede l’associazione Terni città futura alla luce del recente cedimento che ha interessato via Don Bosco. Intanto, prima ancora che il cantiere fosse chiuso, è stato necessario mettere le mani su piazza San Francesco perché la ripavimentazione non ha retto agli urti delle vibrazioni.

Terni città futura «Serve una seria presa di coscienza rispetto alla situazione delle strade nella nostra città – scrivono dall’associazione – non si tratta di alimentare un facile allarmismo ma siamo certi che quella voragine apertasi domenica scorsa meriti un’adeguata attenzione e riteniamo debba essere lo stimolo per una pianificazione di interventi di prevenzione per evitare simili situazioni in futuro. Fortunatamente nessuna persona o mezzo sono rimasti coinvolti nell’episodio ma i disagi per il traffico sono notevoli. Via Don Bosco – spiegano – costituisce una delle vie più transitate della città, rappresentando uno degli accessi principali al centro storico per pedoni, mezzi privati autorizzati, mezzi pesanti e autobus di linea».

Voragine in via Don Bosco a Terni Tra le soluzioni proposte da Terni città futura la limitazione del trasporto pubblico o l’introduzione di mezzi più piccoli dedicati al servizio visto che le pavimentazioni sono molto sensibili alle sollecitazioni. «Comprendiamo – proseguono dall’associazione – come siano sempre di più i cittadini che si mostrano preoccupati a seguito dell’accaduto, immaginando i possibili rischi derivanti dalla presenza di mezzi e persone al momento dell’apertura della voragine e intanto non mancano strade dissestate e piene di buche quindi non desta meraviglia la preoccupata segnalazione dei cittadini in merito allo stato dell’attraversamento veicolare sotto l’antica Porta Sant’Angelo».

Porta Sant’Angelo Anche in questo caso i mezzi pesanti impegnati nelle consegne, hanno comportato negli anni il cedimento in più punti della pavimentazione pregiata che poggia sull’antico ponte medievale. Si è potuto notare come questo cedimento si sia fatto sempre più evidente e significativo negli ultimi mesi. «Riteniamo lecito – concludono da Tcf – domandare se l’amministrazione abbia provveduto ad un monitoraggio della situazione, nel caso se tutto possa ritenersi sotto controllo e che si possa escludere il rischio di ben più seri e pericolosi accadimenti. Si tratta infatti di un manufatto che rappresenta una della più antiche e interessanti testimonianze della storia cittadina e riteniamo meriti il dovuto rispetto, la massima attenzione ed una maggiore valorizzazione».

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