L’hanno imballata, le hanno attaccato il nastro con la scritta ‘fragile’ e un cartello che indica ‘in attesa di ritiro’. Poi il tocco di poesia: i versi di Furio Miselli, gli stessi utilizzati in sostituzione della targa celebrativa trafugata dai giardini pubblici della città dedicati allo stesso poeta, azione mai rivendicata da nessuno.
La messa in scena: fotogallery
Il rapimento della Zuccona Per come era stato annunciato, questo gesto simbolico compiuto dall’associazione Terni città futura, sembrava il piano di un rapimento, ma in realtà è solo un’iniziativa per porre l’accento su uno dei simboli di Terni martoriato da ripetuti sfregi e atti vandalici, un modo per richiederne il restauro e la collocazione altrove. Recente il ‘pianto nero’ della sfinge: nessun fenomeno paranormale, solo l’effetto di mano «di qualche imbecille».
Terni città futura Non fanno sconti dall’associazione di Lorenzo Bartolucci: «Dopo l’intervento di riparazione, assolutamente dannoso e discutibile, tanto da sembrare uno sfregio, fatto appena un anno fa, peraltro regolarmente autorizzato dagli uffici comunali, – scrivono – si è assistito alla recente rottura della manopola necessaria a regolare il flusso dell’acqua e ai danneggiamenti dovuti alla medesima infiltrazione, la scorsa notte la storica statua ha subito un nuovo oltraggio, venendo imbrattata vilmente con della vernice spray di colore nero. Inqualificabile gesto, opera di uno o più imbecilli che in una Passeggiata abbandonata a sé stessa, senza alcun controllo, si sono accaniti nell’umiliare l’antica statua».
Promesse «Più di un anno e mezzo fa – scrivono dalla stessa associazione – quando per primi denunciammo lo scempio dello sgarro sulla schiena della statua, fu annunciato un pronto e imminente intervento di restauro. Nella realtà nulla è stato fatto e la situazione è purtroppo peggiorata. La Zuccona è diventata per noi, inevitabilmente, un simbolo della reale incapacità nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio esistente, che non riesce ad andare oltre i proclami politici in tema di lavori pubblici. Dunque nel caso di questa statua, cosi come della gemella anch’essa presente in Passeggiata, se non si è in grado di garantirne la conservazione, con le attenzioni che questa meriterebbe, l’unica soluzione possibile rimane quella di rimuoverla dal parco e portarla in un altro luogo. Ci sembra indispensabile chiedere sia il necessario restauro che garantirle un nuova adeguata collocazione che possa valorizzarne l’importanza storica ed il legame affettivo con la comunità cittadina».
Miselli ‘…perché se un coppu sulu ve ciarmane pe’ carità no’ lu buttate via ché quillu coppu è tuttu Terni mia!’. Questa la poesia attaccata addosso alla statua che l’associazione immagina di riportare magari alla sua originaria collocazione a fianco dell’attuale Palasì, l’antico palazzo delle Poste, dove le due sfingi ornavano la vasca dell’antica fontana di piazza. «L’imballaggio – spiega il vice preseidente Michele Rossi – vuole essere certo un gesto provocatorio, il nostro tentativo pubblico per richiamare attenzione, ma costituisce anche un’azione concreta per manifestare la volontà di metterla in sicurezza, per tutelarne la dignità e il valore storico e preservarla da futuri ulteriori danni».
