Gli stati generali sull'ambiente

di Massimo Colonna

Due giorni per raccogliere dati e fotografare la situazione attuale. Per poi avere una base solida e certa da cui ripartire per portare avanti la fase di analisi e di valutazione delle decisioni da prendere: «Il tutto però – spiega l’assessore Giacchetti – con il massimo concerto tra le diverse istituzioni in ballo, altrimenti si rischia il corto circuito, e poi nella massima trasparenza e nel massimo coinvolgimento dei cittadini».

Giacchetti tira le fila: video

Chiusi gli stati generali sull’ambiente Questo il quadro con cui si chiudono gli stati generali sull’ambiente, convocati dal Comune per venerdì e sabato e portati avanti con incontri sia a Palazzo Gazzoli che nei nuovi uffici comunali di corso del Popolo. Diversi confronti sui temi più caldi (dal verde all’acqua, fino allo smaltimento dei rifiuti) sia con i rappresentanti di Palazzo Spada ma soprattutto con docenti universitari e tecnici. Sabato mattina al terzo piano proprio l’incontro sullo smaltimento dei rifiuti, a cui hanno preso parte, oltre a diversi cittadini, anche alcuni esponenti del comitato No Inceneritore. Da questa cornice dunque ne sono uscite diverse relazioni, che hanno tirato in causa tra gli altri Arpa, il Servizio idrico integrato, i tecnici del Comune di Terni e quelli della Provincia.

Le conclusioni di Giacchetti «Le criticità emerse da recenti campagne di indagine sulle varie matrici – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Giacchetti – rendono necessario osservare gli aspetti ambientali del nostro territorio da un punto di vista più organico, che integri anche i risvolti sanitari, analizzandone le complesse relazioni. Partendo da considerazioni storico-orografiche della nostra conca, è chiaro che le attività manifatturiere ed industriali operanti nel territorio da quasi due secoli hanno lasciato un’impronta ambientale di rilievo che sta emergendo con tutte le sue problematiche negli ultimi anni». Dai diversi tavoli aperti dunque è emersa la necessità di analizzare il quadro generale ambientale sotto diversi punti di vista. Da quanto hanno riferito i tecnici infatti le criticità emerse devono essere approfondite in quanto potrebbero essere ricollegabili a causali differenti tra loro. Ecco la necessità di nuovi e più approfonditi studi.

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