Il professor Ettore Mearini

La scuola regionale di chirurgia mini-invasiva nella specialità urologica ha raggiunto un nuovo traguardo al Santa Maria di Terni dove, per la prima volta in Italia, ha trattato conservativamente in chirurgia robotica un angiomiolipoma renale, una patologia che può anche mettere a rischio la vita del paziente.

L’intervento L’equipe di chirurgia urologica, andrologica e tecniche mini-invasive dell’azienda ospedaliera di Terni, diretta dal professor Ettore Mearini, ha effettuato l’intervento su una paziente di 54 anni con un angiomiolipoma renale sinistro di 12 centimetri. La donna poteva essere dimessa dopo sole 48 ore e il controllo eseguito dopo 72 ore ha mostrato l’indennità del rene e la completa rimozione della malattia.

La patologia L’angiomiolipoma renale è una malattia benigna che si può associare ad alcune malattie genetiche, per lo più asintomatica, che viene identificata occasionalmente durante l’esecuzione di accertamenti ecografici e diagnosticata con certezza tramite Tac, che ne identifica la componente adiposa. Quando sono di dimensioni maggiori a 4-5 centimetri, le masse possono presentarsi con dolori e anche con gravi emorragie che possono mettere seriamente a rischio la vita del paziente: nel 30-40% dei casi si rende necessario asportare l’intero rene.

Il chirurgo «In questo ambito – spiega il professor Ettore Mearini – la tecnica mininvasiva e robotica apre un nuovo orizzonte che potrebbe ampliare l’indicazione al trattamento, cambiando la strategia di cura. La possibilità di intervenire precocemente, prevenendo il sanguinamento spontaneo e l’aumento della massa, consente di rimuovere la parte malata e preservare l’organo, evitare un intervento a cielo aperto e annullare il rischio di dover asportare l’intero rene. L’approccio robotico, infatti, ha il grande vantaggio di consentire l’identificazione dei dettagli anatomici, favorendo la preservazione dell’intero parenchima renale sano».

Casciari Il direttore generale dell’azienda ospedlaiera di Terni, Andrea Casciari spiega che«in soli tre anni di attività, la scuola di chirurgia robotica di Terni ha conseguito importanti risultati, eseguendo interventi e tecniche innovative ed offrendo un significativo contributo alla letteratura scientifica internazionale. In generale lo sviluppo delle tecniche mini-invasive e robotiche in numerose specialità ha aumentato la qualità delle prestazioni rendendo l’ospedale un punto di riferimento per l’Umbria e le regioni limitrofe».

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