Sono Daniela Bonaccini, Alfio Picchioni e Stefano Garzuglia  i tre delegati ternani eletti per la Conferenza d’organizzazione della Cgil nazionale. Motivo di incontro, confronto e riflessione, l’elezione dei tre rappresentanti di Terni ha permesso di fare il punto sul ruolo e sulla struttura del sindacato in un mondo del lavoro in continua evoluzione e in un contesto sociale talvolta colpito dalla povertà e caratterizzato, nel caso ternano, dal 42,5% di disoccupazione giovanile e disoccupazione generale superiore al 12%. Per questo la Cgil continua a porre con forza la questione del riconoscimento dell’area di crisi complessa e richiede una diversa politica del credito.

San Gemini Duecento tra delegate e delegati dai posti di lavoro e dalle leghe pensionati di tutta la provincia, hanno partecipato alla Conferenza d’organizzazione che si è tenuta venerdì 19 giugno, nella Sala congressi dell’agriturismo ‘Vallantica’ di San Gemini. Un percorso interno di confronto e verifica sulla rispondenza delle strutture e delle politiche del sindacato rispetto agli indirizzi espressi nell’ultimo congresso e, più in generale, rispetto alle evoluzioni del mondo del lavoro e della società italiana.

Romanelli Ad aprire i lavori della conferenza ci ha pensato il segretario generale Cgil Terni, Attilio Romanelli. «La storia della Cgil – ha detto – è stata caratterizzata da una presenza capillare sul territorio che noi abbiamo l’obbligo di mantenere e potenziare. Il tema della povertà nella nostra Provincia ha assunto dimensioni preoccupanti e la nostra organizzazione ha l’obbligo di assumere questo disagio e impegnarsi nel trovare soluzioni in grado di rimuoverlo, perché – ha spiegato – il disagio è causa di tensioni e di laceranti divisioni ma la comunità ternana nel tempo ha dimostrato accoglienza e integrazione frutto della sua dimensione industriale, noi continuiamo a pensare che i due aspetti siano valori fondanti il nostro vivere civile. La Cgil – ha concluso – avrà personale sindacale sempre più qualificato e competente, vicino alle lavoratrici ed ai lavoratori e le nostre scelte devono essere lungimiranti, non possiamo essere miopi verso il futuro».

Sgalla Presente il segretario generale della Cgil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, che ha evidenziato come l’obiettivo fondamentale sia quello del radicamento sempre più forte della Cgil sul territorio. «Vogliamo una Cgil vicina e corrispondente ai problemi e alle crisi aziendali che nei nostri territori in questi anni sono costantemente aumentanti e, al contempo, sempre più capace di dare risposte, sia sul piano politico, per favorire e rivendicare una vera ripresa economica dell’Umbria, che su quello delle tutele individuali. Dalla domanda per le pensioni, a quella di invalidità, dalla denuncia dei redditi alla compilazione dell’Isee, dobbiamo ampliare la nostra rete dei servizi e renderla sempre più accessibile alle tasche degli iscritti e dei cittadini». Lucia Rossi, segretaria nazionale Spi Cgil, ha posto l’accento sull’importanza della territorialità: «Bisogna ricostruire un rapporto diverso tra i due territori (Terni e Perugia),  dobbiamo dare pari dignità avendo atteggiamenti leali, non è possibile sentirsi stranieri a 70 chilometri, il futuro della Cgil non può passare per la mortificazione di questo territorio e della sua Camera del lavoro».

Fracassi Il dibattito si è concluso con l’intervento di Gianna Fracassi, segretaria Nazionale Cgil: Gli obiettivi che ci proponiamo – ha detto – sono quelli di un profondo cambiamento della nostra organizzazione, partendo dal cuore  della nostra attività e cioè la contrattazione.  All’interno del documento noi proviamo a declinare,  sul versante organizzativo, quelli che sono gli obiettivi strategici che ci siamo dati al Congresso e proviamo a mettere mano anche ad un cambiamento, rispetto a dove si deve collocare la nostra attività».